giovedì 23 aprile 2015

L'eccidio del Ponte dell'Industria



L'eccidio del Ponte dell'Industria a Roma (detto dai romani "Ponte di ferro", nel quartiere Ostiense), rimasto dimenticato per oltre cinquanta anni, avvenne il 7 aprile 1944: per rappresaglia contro l'assalto al forno Tesei, che riforniva le truppe di occupazione nazifasciste, dieci donne, sorprese dai soldati nazisti con pane e farina, vennero fatte allineare lungo le transenne del ponte e fucilate.
Sul luogo dell'eccidio è stata fatta deporre nel 1997 dall'amministrazione comunale una lapide commemorativa, per iniziativa della ex-partigiana dei GAP e poi parlamentare Carla Capponi (1918-2000) e in seguito alle ricerche effettuate dal giornalista e storico della Resistenza Cesare De Simone († 1999), che ha recuperato la memoria dell'eccidio e restituito i nomi alle vittime : Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Izzi, Arialda Pistolesi, Silvia Loggreolo. Il cadavere di una delle donne sarebbe stato ritrovato nudo sotto il ponte. Ultima vittima della protesta fu, il 3 maggio successivo, una madre di sei figli: Caterina Martinelli, mentre ritornava a casa con la sporta piena di pane dopo l'assalto a un forno nella borgata Tiburtino III, fu falciata da una raffica di mitra di militari della PAI.

Sabato 9 maggio, dalle ore 17.00 alle ore 20.00
Roma, via Galilei 57, Metro A Manzoni
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