giovedì 31 ottobre 2013

Il trenta ottobre

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di Monia Minnucci

Questa stanza è il mondo,
è più piccola del tuo ego ma più grande di te,
le mura di questo confino
vi esplodono addosso la mia resistenza.
la mia pelle stanca non si arruola nella vendetta
ma è nel disgusto che si decompone.
Il cannone si era inceppato.
Essere stata triangolata è stata azione di cattivo gusto,
non avevo capito d’essere di troppo.
Sono gelide le mie mani,
hanno tentato di riesumare carogne,
ero cosciente di parlare al nulla,
un sogno infantile si è difeso urlando,
avevo sbagliato missione, mira, illusione e bersaglio,
era solo fango e non poteva essere il mio campo.
Ho perso.
Ho vinto.
Ho tentato.
Ho lottato.
Mi sono persa nelle scuri del tempo.
Ho visto morire l’uomo e ascendere il tiranno.
Ho visto morire l’uomo.
Quello che provo è solo un lago di sangue
che si allarga nella pena di non essere notato,
dialogare col nulla mi illumina di una grandezza
che non porta sollievo.
Siamo agli antipodi delle posizioni esistenziali,
tradisci te stesso ogni volta che sopprimi
il cavalcavia della libertà,
io trionfo sulle macerie di questa grande assenza
che, alla fine, è da sempre la stessa
ma non provo soddisfazione nel constatare il sacrificio,
la tua ecatombe,
solo tristezza,
sono a lutto per te,
sono la parte sfregiata e viva
di questa grande scorrettezza
e, fra noi, è proprio questa la differenza.
Da oggi in poi e per sempre,
sul mio calendario segnerò due giorni della liberazione,
il tiranno si detronizza
dentro e altrove,
mai sottovalutare le proprie ombre,
il venticinque aprile e il trenta ottobre.

sabato 26 ottobre 2013

Giù le mani dalla Costituzione!

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Il 23 ottobre 2013 il Senato che ha votato, in terza lettura, la modifica dell'articolo 138 della Costituzione con una maggioranza superiore ai due terzi. Per soli 5 voti quindi il Senato ha approvato a maggioranza assoluta con 218 voti, il ddl costituzionale che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali. E' la seconda deliberazione del Senato. L'approvazione finale spetta ora alla Camera, a dicembre, che ha gia' votato il 10 settembre. Per cinque voti in più viene precluso il ricorso al referendum, infatti il non raggiungimento dei due terzi, che lo avrebbero permesso, presupponeva che i voti favorevoli fossero meno di 214.

Questo è un fatto terribile e drammatico per la Storia della Repubblica disegnata e voluta dai Costituenti. Un vero attacco al cuore dello Stato democratico. Noi dichiariamo solennemente che faremo quanto è possibile per cancellare questa vergogna. Un Parlamento di nominati, grazie ad una legge elettorale anticostituzionale come sentenziato dalla Suprema Corte di Cassazione e a breve a giudizio della Corte Costituzionale, che non rappresenta il Paese e, tanto meno, può arrogarsi il diritto di cambiarne la Carta costituzionale con un colpo di mano.

Sappia chi vuole trasformare la Costituzione democratica in strumento di disegno autoritario, che troverà nel Paese una resistenza fortissima, quella dei sinceri democratici che ancora vedono nella Costituzione l’unico baluardo per difendere i diritti sociali, i valori di solidarietà e di eguaglianza e l’unica via per uscire dalla crisi economica. Noi partigiani della Costituzione non ci fermeremo a quella che è una ferita profonda inferta alla nostra Repubblica”

Oggi, sempre più, sappiamo da che parte stare. Noi faremo Resistenza.

mercoledì 16 ottobre 2013

La rabbia ai Castelli che ha impedito il funerale di Priebke e i loro caduti alle Fosse Ardeatine

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di Paolo Brogi


Ialuana Sebastiano fu arrestato in una vigna a Velletri, dove era riparato dopo l’8 settembre. Il padrone del vigneto nascondeva inglesi. Così Ialuana, che aspettava la Liberazione per tornare in Sicilia, è finito alle Fosse Ardeatine, dove ha condiviso la sorte con molte altre vittime che venivano dai Castelli Romani. Ad Albano è tornata ieri la memoria vivida di questo tributo di sangue che non si dimentica. Nel sacrario delle Fosse Ardeatine sono molti i caduti che vengono da paesi come Genzano, Velletri o Montecompatri.

Erano infatti di Genzano Sebastiano Silvestri, arrestato perché dava ospitalità ai soldati alleati sbandati, Vittorio Buttaroni che a Roma poi era impegnato in azioni antinaziste all’Aurelio, il bracciante Ivano Scarioli. Mentre Ettore Ronconi, sempre di Genzano, era stato arrestato il 23 marzo subito dopo l’attentato a via Rasella perché si trovava in zona, in via del Boccaccio.

Di Velletri erano invece i fratelli Italo e Spartaco Pula: erano stati arrestati il 12 gennaio del ’44, appartenevano a bande partigiane. Così come lo era il più noto dei partigiani dei Castelli, Marco Moscati, la cui salma è stata identificata nel sacrario delle Fosse Ardeatine solo pochi anni fa. Velletrani erano anche i fratelli Augusto e Pio Moretti, contadini, arrestati il 7 marzo del ’44 nella loro abitazione e portati a Regina Coeli. Stava per recarsi da Roma nella natia Velletri l’azionista Edmondo Fondi, commerciante, quando la sua attività di collegamento nella resistenza fu bloccata dalle Ss italiane.

Di Labico era invece il capitano dei carabinieri Raffaele Aversa catturato in casa di Frignani, l’ufficiale che aveva arrestato Mussolini. Un altro carabiniere, Giuseppe D’amico, aveva messo in piedi nella sua Genazzano la banda partigiana che prendeva nome da lui. Da Zagarolo proveniva poi Antonio Fabrini, idraulico, torturato a via Tasso prima di morire alle Ardeatine. Infine il calzolaio Mario Intreccialagli, di Montecompatri: fu portato nella Pensione Oltremare della Banda Koch, subì supplizi vari prima di raggiungere le altre vittime alle Fosse Ardeatine.

http://www.brogi.info/2013/10/la-rabbia-ai-castelli-che-ha-impedito-il-funerale-di-priebke-e-i-loro-caduti-alle-fosse-ardeatine.html

sabato 5 ottobre 2013

Ciao Carlo Lizzani. Partigiano.

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Roma, 5 ott. (Adnkronos) - ANPI ROMA.

< Carlo Lizzani diede contributo a cultura democratica Paese. "Partigiano, e' stato un prestigioso collaboratore della rivista dell'Anpi, 'Patria Indipendente', e presidente onorario dell'Anpi romana. Uno dei suoi principali film e' stato 'Achtung! Banditi!', sulla guerra partigiana. Carlo, durante la Guerra di liberazione, era studente universitario e fu molto attivo nella Resistenza a Roma". Cosi' in una nota il Comitato Provinciale dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) di Roma e Lazio, commenta la scomparsa di Carlo Lizzani, ed "esprime le piu' sincere condoglianze alla sua famiglia. Dirigente del Comitato studentesco di agitazione -prosegue l'Anpi- contribui' con la sua attivita' a rendere ancor piu' ramificata l'opposizione armata ai nazifascisti. Grande Ufficiale e Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, membro del Pci, Carlo Lizzani fu protagonista del cinema neorealista italiano, dando un grande contributo alla cultura democratica del nostro Paese", conclude l'associazione.>

Ciao Carlo Lizzani. Partigiano.
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