venerdì 9 agosto 2013

La destra e i falsi riformatori di giustizia

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Di "riforma della Giustizia", dicono vaneggiano e sproloquiano. Ma di quale riforma parlano, il Grande Corruttore evasore condannato, i suoi accoliti a libro paga e i coristi di regime, e qualche che suo alleato di governo? Di quale riforma, visto che la Giustizia in Italia, è stata profondamente riformata con leggi ad hoc nel 1990, 1991, 1995, 1998 e, in particolare, in modo radicale nel 2005, 2006 e nel 2009 quando sono stati definiti anche innovativi procedimenti processuali, quale il rito cautelare uniforme e il contenzioso conciliativo extragiudiziale?

Forse di quella definita dalle norme della Costituzione, dove agli artt. 101-110 si sancisce l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura? Lo vedremo, vigilando, da settembre in difesa della nostra Carta e della democrazia.

Intanto i lor signori "riformatori di giustizie" affossano un importante innovazione, seppur proposta con l'inusuale ,per il tema, con lo strumento del decreto legge, che era stata presentata con il d.l. n. 69/2013, cosiddetto del "Fare". Due giorni fa, in Senato, con due emendamenti presentati da PDL e Lega durante l'iter di conversione in legge, è stata cancellata la norma che prevedeva il percorso di accesso per i neolaureati in Giurisprudenza al concorso per accesso alla carica di magistrato ordinario, dopo aver superato il primo anno di scuola di specializzazione e lo stage di diciotto mesi presso gli uffici della magistratura ordinaria e amministrativa. Con la funzione di ausilio per accelerare lo svolgimento dei processi in arretrato

"La modifica depotenzia fortemente uno strumento di grande rilievo per la formazione dei neolaureati e per la migliore funzionalità degli uffici giudiziari" ha commentato la giunta della Associazione Nazionale Magistrati.

Una pesante sconfitta per il Governo, proprio sul tema della giustizia, della cui "riforma" i tanti cialtroni straparlano senza cognizione. O, semplicemente, con l'obiettivo sotteso e ambiguo di stravolgerne i principi costituzionali. Ad personam, ancora una volta.

Marco Foroni
Segretario Sezione ANPI "don Pappagallo"

martedì 6 agosto 2013

Io sono l'ultimo. Le lettere di amore e di lotta di partigiane e partigiani italiani

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Lette in poche ore, tutte d'un fiato oggi sotto un sole cocente, le oltre cento lettere piene di amore, amicizia, odio e violenza. Un appassionante racconto intrecciato e corale di forza e di speranza, sul fascismo, la democrazia, la libertà , il triste e sconfortante momento dell'Italia di oggi. Storie di partigiane e partigiani che erano, prima di tutto, ragazze e ragazzi ventenni. Che si innamoravano, vivevano una speranza, scoprivano di avere coraggio ma anche paura. Storie partigiane meravigliose ma anche tragiche, che rischiano di essere dimenticate e che ci dicono che la guerra di Liberazione, la Resistenza, è stata soprattutto una rivolta di giovani.

E che iniziano, e da qui nasce l'idea di questo libro, quando Anita Malavasi, la partigiana "Laila" ha iniziato a parlare d'amore, due anni or sono. Anita, che ci ha lasciato sei mesi fa a fine novembre mentre il libro era in stampa, era entrata nella Resistenza come staffetta a ventidue anni, a Reggio Emilia, dopo l'8 settembre 1943. Raccontò che per passare in bici ai posti di blocco mostrava le gambe ai tedeschi e quelli, "fessacchiotti", fischiavano. Per diventare partigiana aveva lasciato il fidanzato. E non si era più risposata. Poi disse: "In montagna, avevo trovato un ragazzo...lui si, lo avrei sposato se non me lo avessero ucciso. Si chiamava Giambattista Trolli, nome di battaglia Fifa, anche se era coraggiosissimo. E' morto nella battaglia di Monte Caio nel 1944, a ventitre anni. L'ho saputo sei mesi dopo, quando a primavera la neve si sciolse e il suo corpo fu ritrovato. Gli porto ancora i fiori...e anche adesso me lo rivedo davanti agli occhi. L'unico nostro bacio è stato d'addio".

Riempie il cuore questo libro, e fa piangere anche. Molto. Lettura obbligata, per i forti d'animo, per chi ci crede veramente e per chi sente che le cose della vita vanno conquistate, sempre, con passione e coraggio.

Marco Foroni


Io sono l'ultimo, Lettere di partigiani italiani, 2012, Einaudi Stile libero Extra, pp. XX - 332, € 18,00
A cura di Stefano Faure, Andrea Liparoto, Giacomo Papi

Una Targa per la Memoria. Eseguiti i lavori di manutenzione

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Comunichiamo con piacere a tutte e tutti gli iscritti e simpatizzanti della Sezione "don Pappagallo", a tutti coloro che hanno a cuore la Memoria antifascista e della nostra città che, come anche segnalato da alcuni di voi e come da nostro impegno promesso, abbiamo provveduto all'intervento di manutenzione e pulizia della Targa a Memoria della vittime dei fascisti della famigerata Banda di Pietro Koch. La Targa, lo ricordiamo, è posizionata in via Principe Amedeo, 2 all'Esquilino all'ingresso di quella che fu la Pensione Oltremare, prigione e luogo di tortura durante il periodo della occupazione nazifascista di Roma, 1943-44.

Colgo l'occasione per evidenziare che, in ogni caso, l'attuale collocazione presenta aspetti di precarietà e notevole esposizione alle intemperie, per i quali invito gli Amministratori ed il prossimo Delegato alla Memoria del I Municipio a verificare e adottare in tempi brevi soluzioni per una forma di esposizione più idonea che possa prevedere, come abbiamo già evidenziato, un supporto verticale sito sul marciapiede.

Un grazie di cuore al socio Mario Spagnoli che ha seguito l'iter dei lavori.

Marco Foroni
Segretario Sezione ANPI "don Pappagallo" Esquilino-Monti-Celio

lunedì 5 agosto 2013

In difesa della legalità. No alle modifiche della Costituzione

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Domani conferenza stampa a Roma di Carlassare, Don Ciotti, Landini, Rodotà, Zagrebelsky per lanciare iniziative in difesa della Costituzione

ROMA - In Italia, non da oggi, è aperto un problema di democrazia costituzionale, che si è venuto aggravando nell’ultimo periodo. La difesa della legalità individua così con particolare evidenza un tema dove diventa essenziale la resistenza contro ogni forma di violazione e l’esplicito rifiuto alla modifica della Costituzione per controllare la Magistratura, all’indomani della sentenza della Cassazione, ne rappresenta una immediata e necessaria conferma.

Così come il dispositivo della Corte Costituzionale che ripristina la democrazia e la libertà nei luoghi di lavoro, conferma il valore della Costituzione quale argine democratico di civiltà del nostro Paese.
Rientra in questo dovere civico l’opposizione ai tentativi di stravolgere le procedure di revisione della Costituzione.

La nostra Carta Costituzionale va interamente applicata.

E’ indispensabile mettere in evidenza che nella società italiana sono ormai visibili e manifeste forze politiche, sociali e civili che hanno sviluppato veri “anticorpi democratici”.
Queste forze debbono dunque essere soggetti attivi per un cambiamento che, muovendo proprio dai fondamenti costituzionali, investa l’intera politica, rifiuti le chiusure oligarchiche, sia capace di guardare oltre le emergenze e i nostri stessi confini.

Per avviare i necessari confronti, e definire le più adeguate iniziative Lorenza Carlassare, Don Luigi Ciotti (in collegamento telefonico), Maurizio Landini, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky convocano per il giorno 06 agosto una conferenza stampa alle ore 12.00 presso l’Hotel nazionale (Sala Cristallo) Piazza Montecitorio, 131.

sabato 3 agosto 2013

L'ANPI, baluardo di democrazia

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Si leggono, nelle ultime ora, commenti e tendenze a parteggiare o a disquisire per una "Anpi di lotta" o una "Anpi di governo". Ma di ANPI ce ne è una sola, quella nata dalla Guerra di Liberazione, dal sacrificio delle tante e dei tanti che hanno dato anche la vita, per la Libertà e la Democrazia. Perchè stare con l'ANPI significa stare con l'unico e ultimo baluardo della Memoria della Resistenza e quindi dalla parte del futuro del Paese, dalla parte della Costituzione della Repubblica. E' necessario, da parte di tutti noi, cittadine e cittadini democratici, mantenere la serenità e la calma di chi sta dalla parte giusta, anche a fronte delle eversive, sguaiate o offensive dichiarazioni rilasciate oggi da esponenti politici del PDL, lesive del principio della pacifica convivenza collettiva e del rispetto reciproco. Noi siamo qui, misurati nelle parole e nelle azioni, ma mantenendo sempre alta la vigilanza democratica. Ora e sempre, Resistenza!

Marco Foroni
Segretario Sezione ANPI "don Pappagallo"
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