martedì 26 febbraio 2013

Resistenza



E' la terra del mio profondo sentire,
la zolla del nonno partigiano.
Patria di fango e ossa,
di soldati senza scarpe
di rosse albe, livide e gelate,
spettinata e smunta
sepolta tra gli allori, in una buca.
Gonfia del fetore e dei tradimenti,
piangente del sangue versato.
Imprigionata in un sacco americano
Di tabacco e cioccolata amara.
Ricordo i fantasmi dei sopravvissuti
Stretti nei fianchi combattenti
Che realizzarono tra piscio e vino
un sogno smaltato d’unità.
Quell'idea d'Italia,
terra gentile e analfabeta,
fu insieme patria d’ali e libertà.
Paese fertile, allevato da mondine
e di stracci rivestito.
Nazione che più non spera,
e lentamente muore.

Alessandra Miccinesi
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