lunedì 23 aprile 2012

I manifesti fascisti e le compagnie di ventura complici dei nazisti

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Ed eccoli i manifesti fascisti per le strade di Roma, alla vigilia del 25 aprile, attesi, come sempre, intrisi di violenza, come sempre. Vi è un salto di qualità, se vogliamo, con la rappresentazione di una fotografia famosa, quella del fascista irriducibile Alessandro Pavolini con Vincenzo Costa, che passano in rassegna gli squadristi della VIII Brigata Nera “Aldo Resega”, a Milano nell’estate del 1944.

Pavolini, l’attivissimo segretario del Partito Fascista Repubblicano, il fondatore delle Brigate Nere, uno dei  corpi paramilitari fascisti della  Repubblica Sociale Italiana (RSI), la repubblichina al servizio dei nazisti occupanti l’Italia, che fu operativo in Italia settentrionale dagli inizi di luglio del 1944 fino alla Liberazione.

Le Brigate Nere, la “Muti", la X MAS di Junio Valerio Borghese, la Guardia Nazionale Repubblicana, i paracadutisti della Folgore, le SS italiane, i reparti speciali di polizia di Carità e di Pietro Koch; le compagnie di ventura che infestavano l’Italia centrosettentrionale rinnovando ed esasperando il vecchio mito fascista dell’ordine da imporre con il disordine, con lo sterminio, la tortura, la morte.

Compagnie di ventura apprezzate dai nazisti, in particolare da Wolff e da Rahn, e che li affiancavano e con loro collaboravano nella caccia ai partigiani, agli ebrei, nello sterminio degli innocenti, nelle stragi dei civili, quelle nascoste negli armadi della vergogna.

“No, non sono italiani quelli che si schierano con i nazisti, che gettano fango sulla nostra storia e sui nostri morti” (1).

“I fascisti per noi erano degli stranieri, come e forse più dei tedeschi” (2).

Perché il sangue dei vinti, non potrà mai essere uguale a quello dei vincitori, di chi ha lottato e vinto per la libertà e la democrazia. Per il nostro 25 aprile.


(1) Carlo Simiani, I giustiziati fascisti dell’aprile 1945, ed. Omnia, Milano, 1949, pag. 86
(2) Fucilavamo i fascisti e non me ne pento, Nuto Revelli, intervista a Repubblica, 16 ottobre 1991

25 aprile 2012. La Memoria batte nel cuore del futuro

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giovedì 12 aprile 2012

La Targa ce la mettiamo noi!

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Il prossimo 25 aprile, Anniversario della Liberazione, in via Principe Amedeo 2 all’Esquilino, si svolgerà la manifestazione con la cerimonia di inaugurazione della Targa a giusta Memoria dove fu istituito durante il periodo della occupazione nazifascista di Roma 1943-44 il famigerato carcere fascista della “banda Koch”, la Pensione Oltremare.

Luogo di reclusione e tortura di tanti patrioti antifascisti, partigiani della Resistenza, militari e poliziotti, tutti martiri devoti all’Italia. Dopo due anni di costante impegno, il diniego del condominio, e tante iniziative di sensibilizzazione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica, ci ritroveremo per dare finalmente ai cittadini la Memoria di un luogo troppo a lungo dimenticato nel cuore di Roma, nel ricordo di chi ha dato la vita per la democrazia e la libertà del nostro Paese.

L’iniziativa è promossa dall’ANPI Sezione “don Pappagallo” Esquilino-Monti-Celio, dalla Associazione culturale La Lotta Continua, con la collaborazione e il patrocinio del Municipio Roma Centro Storico.

Insieme ai soci iscritti alla nostra Sezione e alla Associazione culturale La Lotta Continua, hanno partecipato alla iniziativa:
- Circolo PD Esquilino
- Rifondazione Comunista Circolo "M. Zevi" Esquilino-Monti-Celio
- Partito Socialista Italiano Sezione Roma Centro
- Associazione Il Cielo sopra Esquilino
- Circolo PD "Elia Manni" San Saba Aventino Miani

A Radio Città Futura, a raccontare le vicende della famigerata banda Koch, il corpo di polizia speciale, i contabili della morte del fascismo, e il 25 aprile e la Memoria antifascista.
http://www.youtube.com/watch?v=h8cYZLX27G8&feature=youtu.be


Mercoledi 25 aprile 2012
dalle 12.30 alle 14.30
via Principe Amedeo 2  Esquilino  Roma

lunedì 2 aprile 2012

Ciao Sasà

1 commenti


Ci ha lasciato e piangiamo l'amico e il compagno, il Partigiano Rosario Bentivegna, eroe della Resistenza a Roma durante l'occupazione nazifascista 1943-1944.
Ora e sempre Resistenza.
Ciao Sasà

"e se io muoio da partigiano 
tu mi devi seppellire 
lassù in montagna 
sotto l'ombra di un bel fior..."
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