sabato 29 dicembre 2012

La Costituzione, la proprietà privata e i beni comuni

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L’assetto costituzionale della proprietà, così come definito all’art. 42 della Costituzione, antepone il concetto di proprietà pubblica a quello di proprietà privata la quale, rispetto alla prima, viene così ad assumere carattere residuale. Ciò in linea con le architetture costituzionali proprie dello Stato sociale di diritto. La Costituzione stabilisce quindi, per la proprietà privata, un rilevante limite poiché ad essa viene affidato un ruolo di funzione sociale. Pur non menzionando la Costituzione esplicitamente il concetto giuridico di proprietà collettiva (i beni comuni), tale formulazione può essere estrapolata leggendo il nostro testo fondamentale attraverso lo spirito e l’intenzione di coloro furono deputati a comporla nell’Assemblea Costituente.

In particolare, fu Paolo Emilio Taviani (DC) che, da relatore, ne approfondì il significato nel corso del dibattito nella III sottocommissione, il 25 settembre 1946. Affermò Taviani che “Quando lo impongano le esigenze del bene comune (…) la legge può riservare alla proprietà collettiva - dello Stato, delle Regioni, dei Comuni e di altri Enti di diritto pubblico – le imprese e i beni di determinati e delimitati settori dell’attività economica”.

Per definire bene comune, Taviani citò la Costituzione democratica di Weimar del 1919 dove recita che “La proprietà comporta obblighi. Il suo uso dev’essere al tempo stesso un servizio reso nell’interesse generale (art. 154)”. Secondo Taviani “la destinazione dei beni della terra all’uso comune è primaria rispetto al diritto di proprietà. Alla base dell’ordine naturale dell’economia sta il diritto di tutti all’uso comune dei beni” e la Costituzione dovrà sancire “la razionale valorizzazione del territorio nazionale nell’interesse di tutto il popolo, al fine di stabilire più equi rapporti sociali”.

In Assemblea Costituente nessuno mise minimamente in dubbio questo principio, e per sottoporre anche la proprietà privata all’interesse generale vennero proposte formule come vantaggio della collettività (Fanfani, DC), interessi della collettività (Assennato del PCI), interesse collettivo (Moro, DC), finchè alla fine prevalse la dizione definitiva dell’art. 42: funzione sociale.

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Costituzione della Repubblica, art. 42
La proprietà è pubblica o privata.
I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

Marco Foroni
(Segretario Sezione ANPI don Pappagallo)

giovedì 6 dicembre 2012

Per il "Palazzo dei diritti, delle libertà e delle culture". Firma la Petizione

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In via Napoleone III 6, a Roma c’è un intero palazzo, di proprietà del Comune di Roma, occupato da anni da “Casapound”. Casapound Italia è un associazione definita dagli organi di stampa come di "estrema destra" e "neo fascista".

Al posto della sede di Casapound, noi vorremmo che sorgesse un luogo dove i giovani possano conoscere, vivere e condividere diritti, differenti culture e una pluralità positiva di visioni della vita e del mondo.

Al posto di un ritrovo, illecitamente occupato, di questa realtà vorremmo che sorgesse il "Palazzo dei diritti, delle libertà e delle culture", un punto di riferimento e di incontro per i giovani. Aperto, libero e solidale.

La Petizione è promossa dai promotori del Comitato "Roma dica NO ai raduni fascisti che, dopo l'enorme successo dell'omonima pagina Facebook (oltre 100.000 condivisioni e likes), ha valutato l'importanza di promuovere questa petizione.

A Roma abbiamo bisogno di un luogo per l’incontro ed il dialogo e ci aspettiamo che le Istituzioni supportino la nostra richiesta.

E' una battaglia di civiltà e di democrazia.

La Sezione ANPI don Pappagallo Esquilino-Monti-Celio aderisce a questa iniziativa.

La Petizione è indirizzata a Comune di Roma (Sindaco di Roma Capitale, Capi Gruppo e Giunta).

Firmiamo e facciamo firmare!

http://www.change.org/it/petizioni/per-combattere-violenza-e-fascismo-realizziamo-il-palazzo-dei-diritti-delle-libert%C3%A0-e-delle-culture?utm_campaign=twitter_link&utm_medium=twitter&utm_source=share_petition




giovedì 6 settembre 2012

L’8 settembre a Roma. Ne parliamo all’Esquilino

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L’8 settembre 1943, iniziava la Resistenza a Roma. Risentire il caldo afoso, l’inqiuetudine, l’incertezza, la paura. Ripercorrere le meteore di un clima politico e militare con il senso della guerra perduta, pensare al sacrificio di oltre settecento soldati e civili, democratici e antifascisti, che tentarono di riscattare per le strade di Roma la dignità dell’Italia. Uomini , donne , ragazzini coraggiosi che nelle vie della città (Porta San Paolo, quartiere Trieste, Prati, Esquilino, Ostiense e tanti altri) combatterono ad armi impari contro l’occupante tedesco, gli specialisti della Wehrmacht e della Gestapo del maresciallo Kesselring

Ne parliamo all’Esquilino con:
-       i Segretari delle Sezioni Territoriali ANPI Marco Foroni (Esquilino-Monti-Celio), Angelo Colone (Trastevere), Fabio Pari (Appio)
-       la storica Michela Ponzani
coordina il giornalista Tonino Bucci

Alle ore 20 Primavera della Resistenza Romana, narrazione di e con Alessandro Pera

Sabato 8 settembre, ore 18
Festa di Rifondazione Comunista (Circoli Appio-Esquilino-Trasporti-Trastevere)
Piazza San Giovanni (Giardini di via Carlo Felice).  
Metro A (S. Giovanni)

domenica 15 luglio 2012

Bartolo, il Signore e il Grande Corruttore

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Fase di grande trasformazione fu il Trecento, il XIV secolo, il tempo in cui la civiltà italiana è tra il medioevo e l’età moderna; è il secolo della maturità, della creatività, del primo pensiero politico moderno, del Dante magnifico letterato e poeta ma anche acuto e fine militante politico; è secolo creativo. 

Ma nelle cento città italiane non vi è pace. Si rompono gli equilibri istituzionali, si concreta la restaurazione dell’antico potente ceto dei magnati (cives majores), divampano violentissime le lotte tra le fazioni, condotte nel nome dell’Impero e della Chiesa di Roma. Ed è in questo contesto che compare sulla scena politica il Signore della città, il Dominus che riesce a sfruttare le convulsioni delle lotte al prezzo di sangue, di violenze, di abusi. Il Signore, dirà il cronista, è temuto come un diavolo (“et timebatur sicut diabolus…”) che governa tutti, l’intera popolazione della città e del contado, cives majores e cives corporati nelle arti e nei mestieri, la massa amorfa e le miserabilis personae.

Nel Trecento domininano il campo della giurisprudenza illustri giuristi, quali Cino da Pistoia e Bartolo da Sassoferrato. E sarò proprio Bartolo a fare il ritratto del Signore, a rimarcarne i lineamenti giuridici. Ci dice Bartolo da Sassoferrato che il Signore esercita l’arte di decidere senza avere un titolo, tiranno manifesto “ex defectu tituli”, o travalicando il titolo (“ex parte exerciti”) con eccesso di potere, conflitto di interessi, prevalenza di interessi privati sul bene pubblico.

Il Signore nasconde o vela i conflitti dei propri interessi e, se scoperto, dileggia, coloro che lo criticano per tali ragioni; si presenta al pubblico come dolente vittima di ingiuste false accuse e illazioni; ha la capacità di intimidire nel Consiglio occulto che controlla, con ambigue minacce o con blandizie amichevoli chi ha un legittimo potere.

Il Signore, conclude Bartolo da Sassoferrato, sa fare ottima propaganda delle proprie azioni, e i cronisti lo aiutano bene, tanto quanto i suoi più fidati e sempre difesi consiglieri, sicchè mai alcun giudice potrà ardire di porre sotto processo cronisti e consiglieri.

Dominus Berlusconi è tornato.


Marco Foroni (Segretario Sezione ANPI don Pappagallo)

martedì 29 maggio 2012

Solidarietà ai cittadini italiani dell'Italia del nord

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Di seguito, la mail inviata oggi alle ore 16.19 alla Presidenza della Repubblica

Illustrissimo Sig. Presidente della Repubblica,
Lei ha chiesto ai giovani di aprire porte e finestre, anche qualora le trovassero chiuse.
Le chiediamo con tutto il rispetto di dare l’esempio: apra porte e finestre alla Solidarietà; trasformi il 2 giugno da festa della Repubblica militare a festa della Repubblica solidale.
Inviti il Governo, in quanto sua prerogativa costituzionale, ad annullare la parata militare che l’anno scorso era costata 4,4 milioni di euro e che secondo il ministero della Difesa quest’anno costerà quasi 3 milioni di euro.
Le chiediamo con rispetto che quei denari siano investiti in opere di solidarietà con la popolazione stremata dal terremoto, verso i cittadini italiani dell'Italia del nord e che quei contingenti chiamati a sfilare vengano utilizzati nelle zone bisognose di aiuti.
Grazie con tutto il cuore
Marco Foroni
Segretario Sezione ANPI "don Pappagallo"
Esquilino-Monti-Celio di Roma

venerdì 25 maggio 2012

4 giugno, NO al fascismo. Per una nuova Liberazione di Roma

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La Sezione ANPI don Pappagallo Esquilino-Monti-Celio del Municipio Roma Centro Storico, aderisce alla Assembla Pubblica presso il Liceo Tasso per dire NO alle aggressioni e alla violenza fascista dilagante a Roma.

Invitiamo, vista anche la ricorrenza della Liberazione di Roma dalla occupazione nazifascista del 1944, tutte le compagne e i compagni iscritte e iscritti e simpatizzanti della nostra Sezione ANPI alla massima diffusione e partecipazione.

Lunedì 4 giugno alle ore 17.30 presso via Sicilia 168, davanti all'ingresso del liceo Tasso

martedì 22 maggio 2012

No alla violenza alle donne. Frida all'Esquilino

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Contro la violenza alle donne sosteniamo Frida - Associazione contro la violenza di genere, che rischia di chiudere perchè sfrattata dalla sua sede. All'Esquilino presso il Museo Storico della Liberazione di via Tasso, Martedi 29 maggio, ore 17.30
, via Tasso 145 (Metro A, fermata Manzoni)
Con la partecipazione di BeFree - Cooperativa sociale contro tratta violenze e discriminazioni.
Nel corso della serata sarà possibile firmare l'appello di solidarietà con Frida.

sabato 19 maggio 2012

No alle mafie e al terrorismo!

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La nostra Sezione ANPI don Pappagallo del Municipio di Roma Centro Storico, aderisce alla manifestazione indetta per dire NO alle mafie e al terrorismo.
Piazza del Pantheon, ore 18.30



lunedì 23 aprile 2012

I manifesti fascisti e le compagnie di ventura complici dei nazisti

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Ed eccoli i manifesti fascisti per le strade di Roma, alla vigilia del 25 aprile, attesi, come sempre, intrisi di violenza, come sempre. Vi è un salto di qualità, se vogliamo, con la rappresentazione di una fotografia famosa, quella del fascista irriducibile Alessandro Pavolini con Vincenzo Costa, che passano in rassegna gli squadristi della VIII Brigata Nera “Aldo Resega”, a Milano nell’estate del 1944.

Pavolini, l’attivissimo segretario del Partito Fascista Repubblicano, il fondatore delle Brigate Nere, uno dei  corpi paramilitari fascisti della  Repubblica Sociale Italiana (RSI), la repubblichina al servizio dei nazisti occupanti l’Italia, che fu operativo in Italia settentrionale dagli inizi di luglio del 1944 fino alla Liberazione.

Le Brigate Nere, la “Muti", la X MAS di Junio Valerio Borghese, la Guardia Nazionale Repubblicana, i paracadutisti della Folgore, le SS italiane, i reparti speciali di polizia di Carità e di Pietro Koch; le compagnie di ventura che infestavano l’Italia centrosettentrionale rinnovando ed esasperando il vecchio mito fascista dell’ordine da imporre con il disordine, con lo sterminio, la tortura, la morte.

Compagnie di ventura apprezzate dai nazisti, in particolare da Wolff e da Rahn, e che li affiancavano e con loro collaboravano nella caccia ai partigiani, agli ebrei, nello sterminio degli innocenti, nelle stragi dei civili, quelle nascoste negli armadi della vergogna.

“No, non sono italiani quelli che si schierano con i nazisti, che gettano fango sulla nostra storia e sui nostri morti” (1).

“I fascisti per noi erano degli stranieri, come e forse più dei tedeschi” (2).

Perché il sangue dei vinti, non potrà mai essere uguale a quello dei vincitori, di chi ha lottato e vinto per la libertà e la democrazia. Per il nostro 25 aprile.


(1) Carlo Simiani, I giustiziati fascisti dell’aprile 1945, ed. Omnia, Milano, 1949, pag. 86
(2) Fucilavamo i fascisti e non me ne pento, Nuto Revelli, intervista a Repubblica, 16 ottobre 1991

25 aprile 2012. La Memoria batte nel cuore del futuro

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giovedì 12 aprile 2012

La Targa ce la mettiamo noi!

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Il prossimo 25 aprile, Anniversario della Liberazione, in via Principe Amedeo 2 all’Esquilino, si svolgerà la manifestazione con la cerimonia di inaugurazione della Targa a giusta Memoria dove fu istituito durante il periodo della occupazione nazifascista di Roma 1943-44 il famigerato carcere fascista della “banda Koch”, la Pensione Oltremare.

Luogo di reclusione e tortura di tanti patrioti antifascisti, partigiani della Resistenza, militari e poliziotti, tutti martiri devoti all’Italia. Dopo due anni di costante impegno, il diniego del condominio, e tante iniziative di sensibilizzazione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica, ci ritroveremo per dare finalmente ai cittadini la Memoria di un luogo troppo a lungo dimenticato nel cuore di Roma, nel ricordo di chi ha dato la vita per la democrazia e la libertà del nostro Paese.

L’iniziativa è promossa dall’ANPI Sezione “don Pappagallo” Esquilino-Monti-Celio, dalla Associazione culturale La Lotta Continua, con la collaborazione e il patrocinio del Municipio Roma Centro Storico.

Insieme ai soci iscritti alla nostra Sezione e alla Associazione culturale La Lotta Continua, hanno partecipato alla iniziativa:
- Circolo PD Esquilino
- Rifondazione Comunista Circolo "M. Zevi" Esquilino-Monti-Celio
- Partito Socialista Italiano Sezione Roma Centro
- Associazione Il Cielo sopra Esquilino
- Circolo PD "Elia Manni" San Saba Aventino Miani

A Radio Città Futura, a raccontare le vicende della famigerata banda Koch, il corpo di polizia speciale, i contabili della morte del fascismo, e il 25 aprile e la Memoria antifascista.
http://www.youtube.com/watch?v=h8cYZLX27G8&feature=youtu.be


Mercoledi 25 aprile 2012
dalle 12.30 alle 14.30
via Principe Amedeo 2  Esquilino  Roma

lunedì 2 aprile 2012

Ciao Sasà

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Ci ha lasciato e piangiamo l'amico e il compagno, il Partigiano Rosario Bentivegna, eroe della Resistenza a Roma durante l'occupazione nazifascista 1943-1944.
Ora e sempre Resistenza.
Ciao Sasà

"e se io muoio da partigiano 
tu mi devi seppellire 
lassù in montagna 
sotto l'ombra di un bel fior..."

mercoledì 28 marzo 2012

La Costituzione, i fannulloni e chi paga le tasse in Italia

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E’ acclarato e suffragato dai numeri  che nel  nostro Paese sono state praticamente ignorate le politiche redistributive volte a ridurre  le diseguaglianze nel rispetto e da quanto previsto dalla Costituzione repubblicana dove all’Art. 3, comma 2 recita:"È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". 
Ciò è particolarmente vero se analizziamo le politiche economiche sostenute dai governi che negli ultimi quindici – venti  anni si sono succeduti durante i quali, mi sento di affermare, le politiche redistributive sono state addirittura combattute.  Qualche dettaglio. L’Italia è l’unico paese UE dove il salario, ovvero la retribuzione dei lavoratori dipendenti  viene tassato con una aliquota fiscale iniziale del 23%, mentre i guadagni da capitale sono stati tassati per lungo tempo al 12,5%, aliquota portata al 20% solo da un decreto legge nell’autunno 2011.
In merito alla distribuzione del prelievo fiscale in forma di imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), alla fine degli anni ottanta le entrate IRPEF da lavoro dipendente costituivano il 40% del totale; oggi sono al 60%. Per contro parimenti, la quota IRPEF derivante da lavoro non dipendente (imprenditori, commercianti, professionisti, artigiani e simili) si è ridotta da poco meno del  38% al 10%. Va evidenziato che il restante 30% dell’IRPEF è versato dai pensionati , i quali per i quattro quinti sono ex lavoratori dipendenti;  con il risultato che essi restituiscono allo Stato e alla collettività sotto forma di IRPEF circa tre punti del PIL , ovvero una quantità di denaro pari, nel 2009, a 45 miliardi di euro.
Eccoli, cari Ichino e Brunetta, questi  sono i fannulloni e i parassiti che hanno contribuito ai cosiddetti  sprechi e portato allo smodato aggravamento del debito pubblico. Ricordando il dettato dell' Art. 53 della Costituzione della Repubblica: " Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".

Marco Foroni
Segretario Sezione ANPI "don Pappagallo"

venerdì 23 marzo 2012

La Memoria e l’indifferenza civile. Il condominio dice no alla targa in Memoria dei patrioti vittime della Banda Koch

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Comunicato stampa della Sezione ANPI “don Pappagallo” Esquilino-Monti-Celio di Roma

La Memoria e l’indifferenza civile. Il condominio dice no alla targa in Memoria dei patrioti vittime della Banda Koch
Abbiamo appreso poco fa che l’assemblea condominiale dello stabile di via Principe Amedeo 2 di Roma, sito dove fu  istituito il famigerato carcere fascista della “banda Koch” durante il periodo della occupazione nazifascista di Roma 1943-44, ha deliberato a maggioranza contro l’apposizione della Targa a giusta Memoria di questo luogo (la Pensione Oltremare) di reclusione e tortura di tanti patrioti antifascisti, partigiani della Resistenza,  militari e poliziotti, tutti martiri eroi devoti all’Italia.
Tale decisione è stata presa dai condomini nonostante le numerose iniziative e azioni, a molti note, di sensibilizzazione degli ultimi due anni dalla Sezione ANPI “don Pappagallo” , e  le puntuali e ripetute comunicazioni e sollecitazioni scritte dalle Istituzioni di Roma Capitale e del Municipio Centro Storico, che hanno evidenziato l'importanza storica del luogo.
Tutto era già stato da tempo predisposto, il testo della targa e il punto di apposizione.  Abbiamo richiesto, e attendiamo,  dall’amministratore del condominio interessato la motivazioni scritte relative a tale delibera, per conoscere gli argomenti che hanno portato i condomini (al civico 2, tra gli altri, è presente il centro di produzione e la redazione di Radio Radicale) ad assumere tale, per noi grave, decisione. 
Decisione che ci indigna come cittadini democratici e che dimostra la più profonda indifferenza  e il disimpegno  civile. E che ci addolora ancor più oggi, in occasione dell’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine,  dove  molte delle vittime furono consegnate ai criminali nazisti proprio dalle celle di questo  luogo troppo a lungo dimenticato. E proprio nel giorno ricordo di tale crimine vogliamo confermare, con le parole pronunciate in mattinata dal Presidente della Repubblica,  l’impegno a perseguire tutte la strade possibili per ridare giusta Memoria a chi ha dato la vita per la democrazia e la libertà del nostro Paese: "Quello che si è fatto per onorare la memoria dei caduti non è finito e non finirà”.

sabato 18 febbraio 2012

Donne di Roma

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Per la Festa internazionale della donna, le storie di madri, regine, artiste, eroine e altre figure indimenticabili della Città eterna al femminile: ritratti di donne, romane di nascita, di famiglia o d’adozione, che hanno contribuito a rendere grande l’epopea dell’Urbe, a volte per scelta, altre volte per strani giochi del destino. Dalla Roma antica al secondo dopoguerra, dal Medioevo al Rinascimento, dal Risorgimento, alla Resistenza, alla Roma del boom economico: donne della grande Storia ma anche figure rimaste fuori dalla ribalta della notorietà, impegnate nella politica o nel sociale, artiste, letterate, attrici, cortigiane. Sante o streghe. Anime malvagie, talvolta. Donne ribelli.
Una iniziativa della Associazione culturale Lignarius con la nostra Sezione ANPI “don Pappagallo” Esquilino-Monti-Celio di Roma, con il patrocinio del Municipio di Roma Centro Storico.

Martedi 6 marzo , ore 17.30
Casa dell’Architettura

Piazza Manfredo Fanti, Esquilino, Roma
(METRO Termini – Vittorio Emanuele)

lunedì 13 febbraio 2012

L’unione monetaria, la Banca Centrale Europea e la distruzione della democrazia

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 Un paese democratico sull’orlo della guerra civile, nella Europa della Unione Europea, questo è quello che sta accadendo in questo inizio del 2012, a dieci anni esatti dalla introduzione di quella moneta unica che, ci dicevano i profeti del pensiero unico neoliberista, ci avrebbe preservato dalle ondate speculative e creato sviluppo e occupazione.

E lo si è visto: abbiamo avuto la più grande depressione economica dagli anni trenta e decine di milioni di disoccupati e precari. Ma perché si è verificato tutto ciò? La causa primaria è data dal fatto che nell'ambito dell'Unione economica e monetaria un ruolo estremamente importante spetta alla BCE (la Banca Centrale Europea), qualificata Istituzione dall' art. 13 TUE e che possiamo rappresentare come una sorta di "sistema speciale" nell'ambito dell'Unione e ciò perché in materia di politica monetaria alla BCE e alla SEBC (Sistema Europeo di Banche Centrali) sono stati attributi poteri incisivi, pressoché esclusivi,

Il SEBC (organo non autonomo composta dalla BCE e dalla Banche centrali nazionali)  ha quale obiettivo principale, definendo e attuando la politica monetaria dell'Unione, quello di mantenere la stabilità dei prezzi, a scapito dell’obiettivo della piena e giusta occupazione, di equità sociale.

E' dunque la BCE, fornita di capacità giuridica, che con il suo apparato esercita in concreto le competenze in materia monetaria, ad iniziare dalla emissione e dal governo dell'Euro (con riguardo ai diciassette Stati aderenti).  L’unica moneta emessa, nel corso della Storia, senza Stato sovrano.

Quindi, la BCE si caratterizza per una posizione anomala di assoluta indipendenza sia nei confronti degli Stati membri che hanno perduto la sovranità monetaria ma anche, e qui è l'aspetto ancor più inquietante, rispetto alla Istituzioni politiche europee. Una dittattura economica. Tale scelta risponde al teorema ideologico di dare la priorità assoluta ed esclusiva alla stabilità dei prezzi al fine di evitare le cosiddette "spinte inflazionistiche" nella assoluta convinzione che il controllo dell'inflazione sia un fattore determinante per una effettiva crescita economica (ah povero Maynard Keynes!), nel rispetto delle teorie economiche neoliberiste e monetariste proprie dei Chicago Boys di Milton Friedman, sperimentate per la prima volta in Cile dopo il golpe fascista dei Pinochet del settembre 1973.

A tal fine, le decisioni di politica monetaria sono state sottratte ad ogni forma di controllo politico democratico da parte di organi e istituzioni politiche, europee come nazionali (art 130 TFUE). Di particolare importanza è, tra l'altro, anche il potere normativo proprio della BCE, dato che l'art. 132 del TFUE le conferisce un rilevante potere normativo a seguito del quale questa può emanare regolamenti e decisioni (obbligatori entrambi), raccomandazioni e pareri tutti applicabili direttamente in ciascuno degli Stati membri aderenti all'Euro.

Ora, trattandosi di atti normativi (specie i regolamenti) dobbiamo con forza evidenziare che siamo in presenza di un meccanismo istituzionale antidemocratico e autoritario, privo di ogni legittimazione popolare, in quanto gli atti sono adottati al di fuori di qualsiasi partecipazione e controllo di istituzioni politiche (pensiamo, sempre in ambito UE, al Parlamento europeo), fatto che mette in risalto il vulnus gravissimo di democrazia che caratterizza gli attuali assetti istituzionali europei, e che è causa prima dell'attuale crisi finanziaria nel nostro continente e delle conseguenti ricadute sulle dinamiche economiche, sulla occupazione e sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, sulla vite precarie e incerte di milioni di cittadine e cittadini. Siamo vicini alle cittadine e ai cittadini greci, alle compagne e ai compagni che stanno lottando per la democrazia e i diritti. Partigiani della democrazia.

Marco Foroni
Segretario Sezione ANPI “don Pappagallo” -  Roma

giovedì 12 gennaio 2012

Divelta e rubata la pietra d'inciampo dedicata a don Pappagallo

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SHOAH: ROMA, DIVELTE 'PIETRE INCIAMPO' DEDICATE A VITTIME SAMPIETRINI IN OTTONE POSTI A TERRA APPENA DUE GIORNI FA (ANSA) - ROMA, 12 GEN - I tre sampietrini dorati dedicati a tre deportati ebrei (le sorelle Spizzichino e il prete reso celebre da 'Roma citta' aperta' Don Pappagallo), installati appena due giorni fa in via Santa Maria in Monticelli nel ghetto di Roma, sono stati divelti e sostituiti da sampietrini normali.
A denunciare l'accaduto e' Adachiara Zevi, curatrice del progetto 'Pietre d'inciampo a Roma'.
Le 'Pietre di inciampo', realizzate in ottone per un valore di 100 euro, sono state collocate a terra il 10 gennaio scorso dall'artista tedesco Gunter Demnig in ricordo delle vittime dell'Olocausto. Sulla superficie superiore sono impressi i nomi, le date di nascita e di morte e il luogo di deportazione delle vittime del nazifascismo.
''E' un furto oltraggioso - afferma la Zevi -, sicuramente premeditato perche' chi lo ha compiuto di certo aveva con se' i sampietrini normali con cui sostituire quelli in ottone. E' un episodio incredibile''. (ANSA).
P.S. Questa era la notizia dell'ANSA che abbiamo subito pubblicato, nel pomeriggio del 12 gennaio; poi siamo andati a verificare insieme ad altre compagne e compagni e fortunatamente la pietra è ancora al suo posto, al contrario di quelle dedicate alle sorelle Spizzichino, per le quali abbiamo portato in piazza la nostra indignazione e protesta.

giovedì 5 gennaio 2012

Pietre d'inciampo, don Pappagallo, la Memoria e l'antifascismo

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L'intervento del Segretario della Sezione ANPI don Pappagallo a Radio Città Futura.
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