martedì 25 ottobre 2011

Inquieto e mostruoso. Un articolo di Sabrina Di Lella

Ci sono tanti nomi da ricordare, tante facce da memorizzare. La fuga da topi dalla nave che affonda non deve salvarli: tutti coloro i quali hanno voluto, sostenuto, supportato e votato il governo Berlusconi (prelati e industriali, giornalisti e operai, avvocati e infermieri, commercianti e astronauti, sindacalisti e tassinari, calciatori e politici, operatori ecologici e stilisti... ) non vanno dimenticati.
Sappiamo che proveranno a"ripulirsi", che tenteranno di riproporsi, che azzarderanno delle smentite. Alcuni sono già al risciacquo, altri scalpitano buffamente per tuffarsi nel cestello: c'è pure il sindaco di Roma, il delfino designato e spodestato, che deve lavare l'onta infittagli da Alfano. E si arrampica il sindaco di Verona con un penoso "la padania è solo Filosofia". Eppure non c'è spazio per la compassione, non ci si può lasciare intenerire da quel paffuto Calderoli che si appella all'articolo 1 di un fantomatico statuto. Anche se sembra un bambino che, finita la partita, vuole comprare le caramelle con i soldi del Monopoli, lui è uno di loro. Anche per il mio vicino di ombrellone, nessuna indulgenza.
Nessun alibi agli assassini del pluralismo e nessun perdono per chi ha distrutto la RAI. Prepariamoci alla pantomima delle sante alleanze "al di là delle bandiere di partito" e ricordiamoci che sappiamo chi sono; non permettiamo che con la scusa che è finita a puttane, si risponda con le spose.
E' colpa loro questa miseria, questa decadenza, quest'apologia dell'ingiustizia sociale. Ché mentre loro giocano con le poltrone, il Paese cola a picco e mentre si fanno i conti in tasca alle puttane, le donne muoiono nelle loro case, troppo spesso per mano dei loro compagni (o ex) e sui posti di lavoro, spesso per neanche 4 euro l'ora, in uno scantinato. Sabrina Di Lella
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