martedì 12 luglio 2011

In ricordo di Carlo Giuliani. Manifestazione, reading, presentazione libro, concerto

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La Sezione ANPI don Pappagallo Esquilino-Monti-Celio di Roma, aderisce alla manifestazione in ricordo di Carlo Giuliani a dieci anni dalla morte. Manifestazione, Reading, concerto, presentazione libro.

Si invitano le compagne e i compagni, le cittadine e i cittadini democratici alla massima partecipazione.

Mercoledi 20 luglio 2011, ore 20 - Città dell’altra economia,  l.go Dino Frisullo Roma

sabato 9 luglio 2011

Petizione popolare per il Teatro Valle-Anna Magnani. Un articolo di Matteo Persica

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Da lunedì 18 luglio (fino a settembre), dalle 18.30 alle 22, all'Isola del Cinema (isola Tiberina), davanti all'Arena principale, partirà una raccolta firme a favore dell'iniziativa "Intitoliamo il Teatro Valle a Anna Magnani". Questa iniziativa, a cura del giovane studioso Matteo Persica il quale da alcuni anni si occupa della figura storica ed artistica dell’attrice Anna Magnani, è promossa dall’ “Associazione Amici di Anna Magnani” (fondata dallo stesso Persica e presieduta da Massimo Rendina, Gian Luigi Rondi e Franca Valeri).
<< Sono passati trentasette lunghi anni dalla scomparsa di Anna Magnani: attrice cinematografica e teatrale senza età, simbolo del cinema e del teatro italiano, icona di un'epoca, raro esempio di integrità umana e professionale. – spiega Persica - Federico Fellini disse: ‎<< Anna Magnani ha incarnato la figura femminile che ha dato agli italiani un motivo d’orgoglio. >> - Per questo motivo, per i 150 anni dall’unità d’Italia, in quanto fondatore dell' "Associazione Amici di Anna Magnani", chiedo che il nome di questa straordinaria artista venga legato allo storico Teatro Valle di Roma, che la vide tante volte recitare, dagli esordi nella Compagnia Drammatica Italiana diretta da Dario Niccodemi alle riviste di successo al tempo della guerra; per mantener vivo il ricordo dell'attrice simbolo di Roma e dell’Italia che ha incarnato ed esportato in tutto il mondo la nostra cultura, la vera italianità, la vera romanità, quella elegante e mai volgare. >>
Una sera, durante l’ultimo periodo dell’occupazione tedesca di Roma, il Teatro Valle si riempì di repubblichini. Alla fine dello spettacolo, un paio di loro andarono nel camerino della Magnani minacciandola: “Signora, stasera avete gridato libertà. Non dovete dirla più, quella parola, se no, domani sera torniamo qui al Teatro Valle e buttiamo una bomba. Intesi?”. Tutta la compagnia, compreso Totò, morì di paura. La sera dopo il teatro era ancora più pieno di repubblichini. La Magnani entrò in scena e si mise al centro del palcoscenico, le mani sui fianchi e: “Ma sia fatta del Re la volontà! È al fin la cosa più importante …” si fermò, guardò i colleghi, dicendogli sottovoce: “Ve cacate sotto, eh?” poi grido al pubblico: “Aria! Aria pura per respirare!”
Anna Magnani regalò gli esordi teatrali (ed i primi successi) a due che all'epoca venivano considerati un rischio: Garinei e Giovannini (i quali le furono sempre grati). Alla fine della sua carriera ci regalò un trionfo mondiale (Londra, Parigi, Mosca, Berlino ...) con "La lupa" diretta da Franco Zeffirelli.

L’Associazione Amici di Anna Magnani presieduta da Massimo Rendina, Gian Luigi Rondi e Franca Valeri raccoglie intorno a sé e attraverso le sue attività importanti nomi del cinema italiano, in particolare persone che hanno incontrato, conosciuto, lavorato con lei, che vogliono fermamente che sia ricordata e valorizzata ma soprattutto da gente che ancora oggi la ammira e viene catturata dalla sua bravura.

La Resistenza per la Cultura. L’occupazione del Teatro Valle di Roma

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Nel corso del pomeriggio e della serata di ieri, venerdi 8 luglio, sono stato invitato ed ho portato la personale testimonianza e solidarietà, a nome della Sezione dell’ANPI di Roma Centro “don Pappagallo”, alle compagne ed ai compagni, alle lavoratrici ed ai lavoratori della Cultura che da settimane stanno occupando il Teatro Valle nel cuore della nostra città. Bellissimi gli applausi dell'assemblea riunita all'ANPI. Una occupazione esempio di consapevole e responsabile lotta, una costante e presente partecipazione con discussioni, dibattiti, assemblee. Di Resistenza per la Cultura quale bene comune del nostro paese.
Con la soppressione dell’Ente Teatrale Italiano decisa dal governo della destra nell’ultima legge finanziaria, lo storico Teatro Valle rischia di essere affidato alla gestione di privati senza che ci siano, al momento, garanzie di trasparenza e progettualità artistica, in questa fase transitoria che dovrebbe prevedere la gestione di Roma Capitale. Al momento non è stato presentato alcun progetto artistico, né garanzie sulla copertura economica, nonostante le rassicurazioni dell’Assessore alla Cultura e al Centro Storico Gasperini (sempre lui, lo ricordate? Colui che latita rispetto alle nostre pressioni per la targa a Memoria delle vittime della banda fascista di Koch, e che applaude al sindaco Alemanno durante la cerimonia per il fascista Cecchin).
La incerta situazione del Teatro Valle rappresenta l’ennesimo attacco alla Cultura del nostro Paese, ed è l’ennesima dismissione di un bene pubblico, in totale assenza di un progetto trasparente e partecipato, gestito secondo le consuete logiche privatistiche e liberistiche, finalizzate allo logica del profitto per pochi; e nel pieno ennesimo disprezzo e con lo spirito eversivo ripsetto al dettato costituzionale. Perche la nostra Costituzione nata dalla guerra di Liberazione all’ art. 9 recita: la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura  e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
A seguito dell’attacco della destra, teatri, cinema, musei, produzioni rischiano ogni giorno la chiusura, con il chiaro obiettivo di tacitare il pensiero libero, plurale e indipendente. Di tacitare la democrazia.
Sosterremo ancora l’iniziativa di occupazione, necessaria per rivalutare la consapevolezza della lotta continua per la difesa della libertà, il senso di responsabilità dell’agire del noi collettivo contro l’io individuale, per una vera rivolta culturale. Per una nuova Resistenza per la Cultura, nostro patrimonio, valore e bene comune.
Di seguito il link al sito della occupazione, dove è possibile seguire in streaming tutte le iniziative in corso:

Marco Foroni
(Segretario Sezione ANPI “don Pappagallo”)

venerdì 8 luglio 2011

La biopolitica, la negazione della dignità della persona e la Costituzione

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La maggioranza di governo clerico-fascista sta approvando in Parlamento una legge ideologica (o teologica?) e violenta, attuando il dispotismo etico. E questo quando in casi come quello della disponibilità della vita" emerge l’importanza del linguaggio del diritto che non deve e non potrà mai essere solo quello del divieto o del permesso; i casi complessi della “fine della vita” sono occasione di esclusione di penalizzazioni, nel lasciar liberi gli individui di scegliere nell’intera pienezza di soggetti morali nel non escludere, vietando, possibilità.
"Salvare le possibilità", perché il “codice” del diritto non è codice della morale ma dell’autonomia; i casi Welby e Inglaro devono essere letti come una occasione mancata per l’identità del diritto e la sua separazione dalla morale, nel rischio di veder trasmutare la nostra epoca in quella del potere che sancisce il far vivere o di respingere la morte, in luogo del far morire o lasciar vivere proprio del vecchio diritto del passato (M. Foucault).
E invece, a due anni dal caso di Eluana Englaro, il legislatore italiano affrontata il tema del “fine vita” con un approccio ispirato non al principio delle possibilità e delle libertà, ma a quello della autorità che, negando la possibilità dell’essenziale consenso dei soggetti interessati, determinerebbe la perdita del fondamentale diritto alla autodeterminazione.
La biopolitica come “agenda etica” e potere che si fa governo della esistenza delle persone. Conforta, in ogni caso, il percorso costituzionale: con le sentenze del 2008 (n. 438) e del 1990 (n. 471) la Corte Costituzionale ha esplicitato il diritto fondamentale alla autodeterminazione e il valore della inviolabilità della persona costruito come libertà e potere della persona stessa di disporre del proprio corpo. Per ultimo ma non da ultimo, l’art. 32 della Costituzione sul diritto alla salute, che nella ultima parte recita: “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Una delle dichiarazioni di maggior rilievo della nostra Carta costituzionale nata dalla guerra di Liberazione, un novello habeas corpus dove vincolante fu la promessa l’Assemblea costituente di “non metter mano” sulla vita dei cittadini.

Marco Foroni
(Segretario Sezione ANPI “don Pappagallo)
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