giovedì 3 marzo 2011

Dalla parte della Costituzione della Repubblica



Le Costituzioni moderne, che esplicitano i principi della Stato sociale di diritto, sono la risultante di un percorso e della evoluzione politico-giuridica, che ha la sua origine nel pensiero filosofico di pensatori quali Kant e Hegel e che ha visto l’affermazione nel tempo dei diritti soggettivi pur inquadrati nella cornice di riferimento del diritto oggettivo.
Ovvero, i diritti di cittadinanza: civili, i diritti politici (suffragio universale), i diritti sociali (lavoro, istruzione, salute) dei singoli, del "tutti i cittadini" della Rivoluzione francese o non più di "solo per alcuni" ascritti da privilegi, censo o classe sociale.
Diritti da acquisire, garantiti nel contesto più ampio del complesso di regole definite da diritto stesso, dalle teorie di grandi giuristi quali H. Kelsen, R. von Jhering e la sua eraclitea lotta per il diritto in continuo divenire. Perchè, come ci insegnò Sandro Pertini, i diritti non sono mai acquisiti per sempre.
Nella nostra Costituzione repubblicana (presa ad esempio da molte Costituzioni di nazioni democratiche) abbiamo tre esempi esplicativi di ciò: l’ART. 1, l’ART. 41, l’ART 42 dove si enuncia che la sovranità popolare, l’iniziativa di impresa, e la proprietà privata sono certo libere ma possono esercitarsi solamente “nei limiti” previsti. Limiti che regolano l’utilità e la funzione sociale per far sì, come nel caso della proprietà privata, che sia accessibile a tutti. I singoli nella relazione con gli altri, i singoli a cui devono essere date pari opportunità, con l’istruzione pubblica, dove anche il figlio dell’operaio possa diventare ingegnere.
Libertà come opportunità e tutela, appunto, di diritti. Che poi, in ultimo, è ciò che consente ad ognuno di noi anche di esprimere liberamente il proprio pensiero critico; da esplicitare però, sarebbe opportuno, con la consapevolezza che si è pienamente all’interno di tale contesto. Chi si pone fuori, è eversivo rispetto a tali regole, e dovrebbe trarne tutte le conseguenze del caso.
Noi siamo, e saremo sempre, dalla parte della Costituzione della Repubblica.


Marco Foroni
Segretario Sezione ANPI “don Pappagallo”
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