lunedì 14 febbraio 2011

15° Congresso dell’ANPI di Roma e del Lazio. Il testo dell’intervento di Marco Foroni


Care compagne e cari compagni, cari Presidente Rendina e Presidente Ricci, Segretario Nassi

un grazie ed un saluto a tutti voi, da me e dai soci della Sezione “don Pappagallo” che ho l’onore di rappresentare quale delegato a questo nostro Congresso; una Sezione ANPI che insiste su un territorio, i rioni Esquilino Monti e Celio del I Municipio di Roma, dove numerose sono le testimonianze del buio periodo della occupazione nazifascista della nostra città: dal Museo della Liberazione di via Tasso (con il quale collaboriamo in stretta assonanza di obiettivi) al luogo della prigione alla “Pensione Oltremare” della famigerata banda del fascista Pietro Koch. Luogo di reclusione e tortura di tanti patrioti antifascisti, che vogliamo recuperare alla Memoria, con l’apposizione di una targa, per la quale ci stiamo battendo con le Amministrazioni di Roma Capitale, insieme ad altre Associazioni e partiti democratici.
E’ un territorio impegnativo anche per la presenza di Movimenti e Associazioni che si richiamano al pensiero della destra estrema, con i loro linguaggi, simboli e azioni; e proprio per questo motivo riteniamo prioritario e doveroso lavorare dal basso, sul territorio, tra le persone, come abbiamo fatto per lo scorso 25 aprile, a leggere con i cittadini la Costituzione e cantare Bella Ciao in piazza Vittorio Emanuele, e diffondendo i nostri ideali. Fondamentale è stata anche l’azione di diffusione delle attività della Sezione tramite gli strumenti delle rete, con il nostro sito internet e il gruppo del social-network, strumenti per la comunicazione innovativi, indispensabili oggi per legare con linguaggio comune in particolar modo i giovani, particolarmente attenti alle nuove modalità relazionali.
Tale impegno ci ha permesso di raggiungere circa 950 contatti su Facebook e di essere in costante relazione con oltre 140 Sezioni e Comitati provinciali su tutto il territorio nazionale. E, partendo da questa e altre esperienza simili e grazie alle indicazioni strategiche date per la comunicazione dall’ANPI Nazionale fin dalla Conferenza organizzativa di Chianciano del 2009, forte e deciso è arrivato l’impulso e lo stimolo da parte del Presidente Rendina a “mettere in rete” con efficacia l’ANPI di Roma e del Lazio, stimolando e incentivando con il dialogo giovani volontari, che con competenza e costanza gestiscono il nuovo sito di ANPI Roma e il gruppo di Facebook. In un anno ben oltre 160 sono stati gli eventi, le iniziative e gli articoli diffusi delle Sezioni nel primo e oltre 1.850 sono i contatti raggiunti nel secondo, con una straordinaria crescita della diffusione di contenuti. Un lavoro corposo, importante, basato sul volontariato di base, in palese contrapposizione alla logica della politica spettacolo e dei partiti “personali” (M. Calise).
Un lavoro che dovrà proseguire nei prossimi anni con la “nuova” ANPI, aperta sempre più ai giovani, che dovrà dotarsi di innovativi strumenti organizzativi, necessari per esplicitare e diffondere i nostri valori di difesa dei diritti, per l’eguaglianza sociale, contro tutti i fascismi e i razzismi. Siamo chiamati a proporre e a costruire una profonda attività di disseminazione di idee a informazioni, allo scopo di indurre a specifiche attitudini e azioni condivise.
Nella necessaria riappropriazione del nostro linguaggio, delle nostre categorie, delle nostre parole. “Sicurezza” è una parola di destra, perchè la libertà è anche e soprattutto saper rischiare nella vita. “Premier” non esiste nel nostro sistema costituzionale, esiste il Presidente del Consiglio, primus inter pares tra i ministri; perché la nostra non è una repubblica maggioritaria presidenziale ma una repubblica parlamentare. “Sviluppo” è termine vuoto se la crescita economica non è accompagnata da politiche di redistribuzione dei redditi e delle risorse.
E non è affatto casuale che l’attacco alla nostra Costituzione democratica nata dalla guerra di Liberazione dal nemico nazifascista, subisca proprio in questi ultimi tempi un fortissimo attacco sull’art. 41; perché questo articolo è principio cardine della preminenza dell’interesse collettivo e della utilità sociale sulla libera iniziativa economica dei singoli, che può sì effettuarsi liberamente ma mai arrecando danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.
Un attacco che incorpora l'individualizzazione spinta delle coscienze, con (lo abbiamo già ribadito di recente) l’affermazione di modelli e forme di vita basati sull’individualismo competitivo e sulla cancellazione del principio di solidarietà e coesione sociale.
E’ da questo recupero culturale e morale, dalla de-ricostruzione contraria che dobbiamo ripartire, dal ri-sovvertire il senso della fatalistica, rassegnata e inconsapevole rassegnazione all'ineludibile. Il mondo delle idee (e delle ideologie) è un campo di battaglia dove, come in Politica, lo spazio vuoto non esiste e lo può conquistare chi elabora e mette in campo proposte e visioni alternative.

Compagne e compagni dell’ANPI, il lavoro che ci aspetta è duro e impegnativo, la nostra lotta e la nostra Resistenza continuano.


Roma, 12 febbraio 2011

Marco Foroni
Segretario Sezione ANPI “don Pappagallo” Esquilino-Monti-Celio
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1 commenti:

Giusy De Stefanis ha detto...

Grazie infinite per queste parole, e per tutto l'impegno profuso per questa importante causa.

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