venerdì 18 febbraio 2011

Il grande saccheggio del capitalismo e la nostra Costituzione

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Di seguito riportiamo un brano dall’ultimo interessantissimo libro di Piero Bevilacqua, con i passi significativi riguardanti la nostra Costituzione. Buona lettura.

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Piero Bevilacqua
Il Grande saccheggio. L’età del capitalismo distruttivo
Ed. Laterza, 2011


(…) E davvero sorprende scoprire la connessione tra la stagione neoliberistica, l’esplodere di questo bisogno bulimico di distruzione che esprime il capitalismo del nostro tempo, e l’erosione dei fondamenti culturali della nazione italiana, vale a dire di uno dei paesi che più degli altri fatica a sentirsi come organismo unitario.
Sempre Galli della Loggia, in un altro suo scritto, ha significativamente criticato l’«obsolescenza ideologico-culturale» della Costituzione italiana, a causa dei «suoi forti contenuti politico-programmatici», espressi nella prima parte della Carta. A suo dire, infatti, i suoi «contenuti solidaristico-statalistici» appaiono vecchi e fuori epoca di fronte «all’orientamento politico ed ideologico da tempo prevalente in molti paesi occidentali, a cominciare dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna» e all’emergere, in Italia, di una nuova forza politica «liberal-liberista» vale a dire l’allora Forza Italia.      .
Dunque l’ideologia del libero mercato, quel neoliberismo che ha appena trascinato il mondo nella rovina della crisi economica e finanziaria (22), doveva sostituire le culture politiche che avevano lungamente pensato ed elaborato una delle più avanzate carte costituzionali del mondo contemporaneo? Gli sforzi progettuali di Benedetto Croce, La Pira, Togliatti, De Gasperi, Calamandrei e di tutti gli intellettuali che hanno operato dentro e fuori l’Assemblea Costituente, divenuti vecchi, dovevano essere rinverditi da un nuovo e sfavillante prodotto uscito  dall’azienda del magnate Berlusconi?
Un esempio tra i tanti  - questo appena ricordato – in cui si può scorgere  come la presente miseria del dibattito pubblico in Italia (23) sia stata consapevolmente perseguita dai più disparati e variamente atteggiati fiancheggiatori. (…)


22 E. Galli della Loggia, Il mito della Costituente, in G. Berardelli, L. Cafagna, E. Galli della Loggia, G. Sabbatucci, Miti e storia dell’Italia unita, il Mulino, Bologna 1999, pp.198 sgg. Rinviamo il lettore che voglia saperne di più a P. Bevilacqua, Miti, contromiti e vecchi merletti. Sulle malattie infantili della storiografia politica italiana, «Meridiana», 33, 1998. Leggibile anche sul sito di Amigi http://www.amigi.org.
23 L’elaborazione della nostra Carta è stato il frutto di un contributo corale, durato alcuni anni, cui hanno partecipato non solo molteplici intellettuali esterni alla Costituente, ma anche istituzioni, università, case editrici ecc. Si veda ora A. Buratti, M. Fioravanti (a cura di), Costituenti ombra. Altri luoghi e altre figure della cultura politica italiana (1943-1948), Carocci, Roma  2010.

lunedì 14 febbraio 2011

Partigiani ieri, antifascisti sempre! In ricordo di Valerio Verbano

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Le Sezioni ANPI "Franco Bartolini" delle borgate del Trullo e Magliana, "Orlando Orlandi Posti" di Montesacro, "Nido di vespe" di Cinecittà, "Giordano Sangalli" di Centocelle, "Martiri de La Storta" del XX Municipio, "Villaggio Globale" di Testaccio, "don Pappagallo" dei rioni Esquilino-Monti-Celio e "Aurelio del Gobbo" di Marino aderiscono al corteo del 22 febbraio in ricordo del compagno Valerio Verbano, barbaramente ucciso nel 1980, dentro casa e sotto gli occhi dei genitori, dai fascisti. 
Invitiamo tutti i compagni e le compagne a partecipare.

15° Congresso dell’ANPI di Roma e del Lazio. Il testo dell’intervento di Marco Foroni

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Care compagne e cari compagni, cari Presidente Rendina e Presidente Ricci, Segretario Nassi

un grazie ed un saluto a tutti voi, da me e dai soci della Sezione “don Pappagallo” che ho l’onore di rappresentare quale delegato a questo nostro Congresso; una Sezione ANPI che insiste su un territorio, i rioni Esquilino Monti e Celio del I Municipio di Roma, dove numerose sono le testimonianze del buio periodo della occupazione nazifascista della nostra città: dal Museo della Liberazione di via Tasso (con il quale collaboriamo in stretta assonanza di obiettivi) al luogo della prigione alla “Pensione Oltremare” della famigerata banda del fascista Pietro Koch. Luogo di reclusione e tortura di tanti patrioti antifascisti, che vogliamo recuperare alla Memoria, con l’apposizione di una targa, per la quale ci stiamo battendo con le Amministrazioni di Roma Capitale, insieme ad altre Associazioni e partiti democratici.
E’ un territorio impegnativo anche per la presenza di Movimenti e Associazioni che si richiamano al pensiero della destra estrema, con i loro linguaggi, simboli e azioni; e proprio per questo motivo riteniamo prioritario e doveroso lavorare dal basso, sul territorio, tra le persone, come abbiamo fatto per lo scorso 25 aprile, a leggere con i cittadini la Costituzione e cantare Bella Ciao in piazza Vittorio Emanuele, e diffondendo i nostri ideali. Fondamentale è stata anche l’azione di diffusione delle attività della Sezione tramite gli strumenti delle rete, con il nostro sito internet e il gruppo del social-network, strumenti per la comunicazione innovativi, indispensabili oggi per legare con linguaggio comune in particolar modo i giovani, particolarmente attenti alle nuove modalità relazionali.

mercoledì 9 febbraio 2011

Il neoliberismo finanziario e l’attacco della destra all’art. 41 della Costituzione. Un articolo di Marco Foroni

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Oggi non è (solo) sul capitalismo e i suoi meccanismi che dobbiamo riflettere, ma sulla sua versione rivoluzionata che si chiama neoliberismo finanziario, ovvero il sistema organico globalizzato di trasformazione delle società in mercati.
E che si è imposto negli ultimi trenta anni, attraverso l'egemonia sottoculturale (la costruzione di nuovi simboli e linguaggi, lo “story-telling management”, la televisione commerciale…) e una sovversione dall'alto che è avvenuta con la crisi della grande fabbrica "fordista" della società dei produttori (studiata da Marx e dagli economisti classici). Con l'obiettivo dichiarato di ribaltare il trend in caduta libera del valore del saggio di profitto, con la sua più clamorosa caratteristica: la brutale e progressiva riduzione dei redditi da lavoro dipendente (salari, stipendi, pensioni) a favore dei profitti e della rendita finanziaria parassita.
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