martedì 24 agosto 2010

La legge elettorale e la democrazia. Un articolo di Marco Foroni

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Con gli stessi argomenti di facili quanto inascoltate profezie di illuminati uomini politici della nostra Prima Repubblica, quella nata dalla Resistenza, vengono oggi ripresentate con insistenza pressante le ragioni di un ritorno ad una nuova legge elettorale, a maggior grado di proporzionalità, certo più rappresentativa. 
Non si tratta di "tornare indietro", ma di lasciare la strada sbagliata su cui l'Italia si è incamminata diciassette anni fa, infilandosi nel vicolo cieco dell’autoritarismo oligarchico. E diventando, non a caso, progressivamente sempre più povera e meno giusta. 
Una donna o un uomo che abbiano oggi  trentacinque anni non hanno mai conosciuto altro modo di votare se non questo attuale; non hanno conosciuto la democrazia dei partiti richiamata dalla Costituzione, non hanno mai visto formare un governo sulla base di un dibattito parlamentare sui programmi, non hanno conosciuto la possibilità della propria rappresentanza politica su base proporzionale, nè hanno mai dato un volto concreto al proprio voto per la Camera dei deputati scegliendo la preferenza nella lista dei candidati proposti.

lunedì 2 agosto 2010

Bologna, 30 anni dopo. La strage fascista

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Dai giornali dell'epoca. 
Fonte: Archivio di Marco Foroni

domenica 1 agosto 2010

No al bavaglio. La Sezione al sit-in a Montecitorio

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Lavoro, diritti, Stato sociale. L’A.N.P.I. e la difesa della Costituzione. Un articolo di Marco Foroni

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Riflessioni e considerazioni dall’intervento al dibattito “Art. 1: L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro (la Costituzione, il lavoro, la crisi)” - Festa Rossa a Primavalle, 24 luglio 2010




< Non può esserci libertà, senza giustizia sociale > S. Pertini

E’ più sentito che mai il tema del lavoro, in questa nostra nuova Resistenza, di noi oggi “partigiani della Memoria e resistenti del presente”, sotto i forsennati e ripetuti attacchi alla Costituzione, al tentativo di smantellare in senso oligarchico i diritti progressivi ivi enunciati; l’eguaglianza dello Stato sociale di diritto voluto dai nostri padri costituenti. Tentativo che nasce dalla deriva post-liberista, originata dalla catastrofica crisi di questo capitalismo feroce ed iniquo.

Tra le fonti e le istanze ispiratorie della nostra Costituzione nata dalla guerra per la Liberazione, abbiamo quella ricchezza di princìpi economici che costituiscono l’essenza giuridica e materiale dello Stato sociale di diritto, cioè la rappresentazione istituzionale del godimento dei cittadini dei diritti sociali, della effettiva partecipazione alla vita economica, politica e collettiva del nostro paese.

Tali princìpi definiscono l’idea di società come esperienza di comunità sentita e vissuta, sostituendo all’ordine dell’egoismo l’ordine dell’eguaglianza; il primo genera sfiducia e sospetto reciproci, il secondo fiducia e solidarietà. Senza un forte Stato sociale è più difficile che le persone possano trovare gli stimoli ad impegnarsi politicamente ed a partecipare al rituale democratico delle elezioni, in ultimo ad esercitare i diritti politici. I diritti sociali, diffusi e per tutti, consentono di legare l’idea di comunità alla realtà quotidiana e la piantano sul terreno solido dell’esperienza di vita. 
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