sabato 12 settembre 2009

“Bucefalo” il Pugilatore, una storia per non dimenticare


Alcune sere fa abbiamo assistito ad una particolare e splendida rappresentazione teatrale, anzi ad un progetto teatrale come ama definirlo l’autore e interprete, Alessio De Caprio, dell’Associazione Giandeibrughi.

All’aperto, nel cuore del ghetto ebraico di Roma, tutto si svolge su un ring al centro della piazza, di fronte alla lapide che ricorda la deportazione nazista del 16 ottobre 1943. E su questo ring un giovane pugile che si allena da solo; si chiama Lazzaro Anticoli, ha 27 anni, è un ebreo romano, venditore ambulante e aspirante al titolo di campione nazionale di box. La narrazione si svolge lungo il filo della sua vita attraverso i ricordi di infanzia, tra Trastevere e il ghetto, con gli amici, i lavori, l’incontro con la moglie, le paure la miseria ma anche tanta solidarietà in una storia di una Roma lontana, che non esiste più.

Abbiamo intensamente rivissuto, attraverso l’emozionante suo racconto, i momenti tristi e angoscianti delle leggi razziali fasciste, e poi l’attacco partigiano di via Rasella, il tradimento delatore e il suo drammatico arresto. Perché Lazzaro Anticoli viene arrestato dalle SS e, dopo una breve reclusione nel terzo braccio di Regina Coeli, ucciso alle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944 insieme ad altri 334 martiri.

Una storia che non conoscevamo, che ci ha comunicato rabbia, passione, amore e speranza che certi eventi non abbiano mai più a ripetersi. Una storia da non dimenticare, per coltivare e mantenere sempre viva la memoria, da far conoscere a tanti, in particolare ai giovani. La storia della vita di Bucefalo, il pugilatore.


Beatrice Foroni
Blogmaster Sezione A.N.P.I. don Pietro Pappagallo



“Bucefalo” il Pugilatore di Alessio De Caprio - Lunedì 7 settembre, Roma, Largo 16 ottobre 1943


Foto gentilmente concessa da Carla Di Veroli
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