martedì 14 luglio 2009

GROTTAFERRATA LIBERA dai fascisti di Casapound!

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L'A.N.P.I. di Roma partecipa al corteo che partirà da p.zza A. De Gasperi in Grottaferrata, SABATO 18 LUGLIO alle ore 17. Partecipiamo numerosi!
Di seguito la lettera del Segretario Ernesto Nassi dell' A.N.P.I. di Roma:
Cari compagni,
sabato 18 alle ore 17 siete convocati per il corteo antifascista a Grottaferrata in piazza Alcide De Gasperi ( vedi allegato).
Non vi sfugge l'importanza della manifesazione alla quale parteciperanno tutte le forze democratiche.
E' opportuno pertanto portare i propri striscioni e fazzoletti ANPI.
Vi aspetto tutti
Ernesto Nassi

sabato 4 luglio 2009

Conferenza Nazionale di Organizzazione – Chianciano 26-28 giugno 2009

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Conferenza Nazionale di Organizzazione – Chianciano 26-27-28 giugno 2009

A.N.P.I. - COMITATO NAZIONALE

UNA NUOVA STAGIONE PER L’ANPI
Giorgio Napolitano: “Vivo apprezzamento per questa iniziativa che cerca di rendere più attiva la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese”
Con l’annuncio del progetto di “una nuova stagione per l’ANPI”, salutato dal Presidente della Repubblica, si apre il documento preparatorio della Conferenza nazionale di organizzazione che l’ANPI terrà a Chianciano i prossimi 26, 27, 28 giugno per rinnovare profondamente strumenti e strutture organizzative.
L’ANPI non è un partito, né vuole diventarlo. Ma intende fortemente esercitare un ruolo di “coscienza critica” e suscitare “sentimenti di fiducia e speranza in tante parti del popolo”. In un mondo ed in un’Italia in cui tutto è cambiato oggi può realizzarsi l’ambizione di sempre: “fare dell’ANPI la casa di tutti gli antifascisti”.
Per tutto questo i partigiani e gli antifascisti dell’ANPI vogliono ancora una volta misurarsi con la sfida della democrazia “affinché essa, senza la partecipazione dei cittadini, non divenga un guscio vuoto e i partiti politici, non più chiusi nelle istituzioni e nei centri di potere, realizzino pienamente la funzione ad essa attribuita dall’art. 49 della Costituzione”.
Un progetto ambizioso, dunque, che l’ANPI porterà avanti attraverso una coesione tra generazioni diverse: “Ai più giovani si chiede di comprendere che non c’è futuro se non lo si costruisce su di un patrimonio ideale alto e senza ispirare ad esso la vocazione all’innovazione. A questo fine, accanto ai partigiani combattenti e patrioti – della cui presenza e del cui contributo autorevole non possiamo privarci - debbono aver posto, nell’associazione e negli organi dirigenti, insieme ai partigiani, antifascisti delle generazioni successive”.
Grande è il patrimonio morale dell’ANPI: 100.000 sono gli iscritti, 85 le sedi provinciali. Oltre 7.000 copie stampa di ogni numero del mensile Patria indipendente. Con efficacia opera il sito web
http://www.anpi.it/.
L’impresa è difficile ma se gli antifascisti lo vogliono, può avere successo.
Non si parte dal nulla: “costruire una nuova stagione dell’ANPI” è necessario per l’Italia.
UNA GRANDE ALLEANZA PER LA DEMOCRAZIA
“La CGIL è disponibile a sostenere il progetto, dando da subito la propria disponibilità a valutare con l’ANPI, sul piano organizzativo, tutte le possibili e opportune sinergie”
(GUGLIELMO EPIFANI - Segretario Generale CGIL)
“Una rinnovata collaborazione fra ARCI ed ANPI può dare un contributo importante”
(PAOLO BENI - Presidente Nazionale ARCI)
“I democratici sosterranno convintamente la nuova stagione dell’ANPI”
(DARIO FRANCESCHINI - Segretario Nazionale PD)

Contro il ritorno delle leggi razziali in Italia

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Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.

Non sempre sono state però conosciute in tempo.

In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.

Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.

E’ stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.

Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.

Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato.

Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.

Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.

È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.

La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.

A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.

Roma, 29 giugno 2009

Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio

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