martedì 29 dicembre 2009

Ancora manifesti con simboli nazisti a Roma

0 commenti

In via Nazionale, da questa mattina, di nuovo manifesti con simboli nazisti, che si richiamano ad Acca Larentia. Denunciamo e ricordiamo che la croce celtica è simbolo di movimenti di estrema destra in tutta Europa e che le varie associazioni culturali che adottano tale simbolo propugnano idee a sostegno della "occidentalità" dell'Europa e delle cosiddette "antiche tradizioni ariane". Ribadiamo inoltre che nel nostro paese la legge Mancino (n. 205 del 26 giugno 1993) sanziona l'utilizzo dei simboli di organizzazioni e movimenti che istigano all'odio razziale e la croce celtica stilizzata si trova ad essere equiparata alla svastica del nazismo, costituendo apologia di reato.

martedì 15 dicembre 2009

I fascisti repubblichini di Salò, vassalli dei nazisti. Presentazione libro

0 commenti








Mercoledì 9 dicembre si è svolta l’iniziativa culturale della nostra Sezione A.N.P.I. don Pappagallo, con la presentazione del libro di Monica Fioravanzo “Mussolini e Hitler – la Repubblica sociale sotto il Terzo Reich”, presso la Casa della Memoria e della Storia di Roma.
Un tema molto sentito da noi e dell’A.N.P.I. Provinciale con il quale abbiamo collaborato per la definizione dell’evento, che vede il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e delle biblioteche comunali.
Massimo Rendina, Presidente dell’A.N.P.I. di Roma e del Lazio è intervenuto personalmente, evidenziando il rigore della ricerca delle fonti effettuata che confermano la subalternità della repubblica di Salò al terzo Reich hitleriano, il mito del presunto sacrificio di Mussolini costruito su un documento falsificato, sulla finzione di una autonomia sovrana inesistente.
E’ emerso chiaramente, come evidenziato dal prof. Mariano Gabriele nella sua magistrale relazione, che il fascismo repubblichino, grazie ad inedita documentazione storica e la di là della vulgata revisionista, fu solo un consapevole strumento hitleriano nell’approvazione di misure legislative e di polizia finalizzate ad una campagna di persecuzione e di deportazione degli ebrei, scientificamente condotta insieme all’alleato nazista. Il tutto costruito sul mito aberrante del “bolscevismo come vendetta del giudaismo, contro il cristianesimo e la civiltà ellenico-latina”.
Repubblica sociale strumento subalterno non solo nell’ambito territoriale della penisola, ma anche nei territori a giurisdizione italiana quali le isole dell’Egeo (Dodecaneso) come evidenziato con dovizia di particolari da Luciano Alberghini Maltoni nel corso della sua esposizione supportata da proiezione di schede tematiche, arricchite con rari documenti storici.

Marco Foroni

martedì 1 dicembre 2009

L'A.N.P.I. di Roma aderisce al "No Berlusconi Day"

0 commenti


L'A.N.P.I. di Roma aderisce al "No Berlusconi Day", manifestazione di sabato 5 dicembre.
L'appuntamento per tutte le iscritte e gli iscritti è alle ore 14,15 in via Cavour angolo P.zza dei Cinquecento.

venerdì 27 novembre 2009

Massimo Rendina alla Assemblea della Federazione della Sinistra a Roma

0 commenti





Dal messaggio di Massimo Rendina, inviato a tutte le Sezioni A.N.P.I di Roma e Lazio.

“Invito a partecipare all'inizio di questo nuovo corso della Sinistra in Italia, una sinistra che finalmente si unisce e non si spacca, e che vuole dare a Roma e in Italia una reale alternativa di società in questi bui tempi di berlusconismo becero, violento e incapace di affrontare la crisi.”

Assemblea della Federazione della Sinistra a Roma

0 commenti


La Sezione A.N.P.I. don Pietro Pappagallo era presente ieri 26 novembre, alla prima Assemblea a Roma della Federazione della Sinistra, che si è tenuta presso la Scuola Galilei in via Conte Verde, nel nostro rione Esquilino. Per la nostra Sezione erano presenti Carla, Elisabetta, Fabio, Marco, Mario. Nel corso degli interventi si è evidenziato il ruolo delle Sezioni dell’A.N.P.I. quali portatrici di valori e pensiero democratico nel territorio. Apprezzatissimo e applauditissimo in apertura, l’intervento di Massimo Rendina, Presidente dell’A.N.P.I di Roma e Lazio.

Marco Foroni

mercoledì 18 novembre 2009

I fascisti repubblichini di Salò, vassalli dei nazisti

1 commenti


Iniziativa culturale della Sezione A.N.P.I. don Pappagallo.
Presentazione del libro di Monica Fioravanzo “Hitler e Mussolini – la Repubblica sociale sotto il Terzo Reich”.

Mercoledì 9 dicembre, ore 17:30, Casa della Memoria e della Storia, Via San Francesco di Sales, 5 - Roma

Un tema molto sentito da noi e dell’A.N.P.I. Provinciale (Massimo Rendina interverrà personalmente) con il quale abbiamo collaborato per la definizione dell’evento, che vede il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, delle biblioteche comunali.

L’obiettivo della iniziativa è quello di rendere noto, grazie ad inedita documentazione storica, che il fascismo repubblichino (la di là della vulgata revisionista) fu solo un consapevole strumento hitleriano nell’approvazione di misure legislative e di polizia finalizzate ad una campagna di persecuzione e di deportazione degli ebrei, scientificamente condotta insieme all’alleato nazista.

Vi aspettiamo in tanti, per ravvivare il dibattito alla presenza dell’autrice.

mercoledì 28 ottobre 2009

L'ora di mistica fascista. Le assurdità di CasaPound

0 commenti
Il 19 ottobre Adnkronos ha riportato ciò che è stato detto da Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia: “Accogliamo con estremo favore le proposte dell’ala finiana della maggioranza che, di concerto con la fronda dalemiana dell’opposizione, ha proposto di istituire un’ora di insegnamento di religione islamica nelle scuole e anzi rilanciamo: perché non introdurre anche un’ora di insegnamento di mistica fascista? Chi parla di ‘rispetto delle minoranze’ deve dimostrare che non esistono minoranze più rispettate di altre, che non esistono settori della società italiana in grado di trovare così alte sponde istituzionali rispetto ad altri della cui ‘integrazione’ non importa nulla a nessuno. L’ora di mistica fascista avrebbe inoltre il vantaggio di suonare assai meno ‘esotica’ agli italiani rispetto all’ora di Islam, nonché di essere maggiormente ancorata ai destini e al bene della nazione rispetto all’ora di religione cattolica. E’ assurdo che gli italiani debbano studiare tutto di San Paolo e Maometto e ignorino straordinari patrioti come i fondatori della Scuola di mistica fascista degli anni ‘30: Nicolò Giani, Ferdinando Mezzasoma, Arnaldo Mussolini, Guido Pallotta, Berto Ricci. Se l’idea, in linea teorica non errata, di portare l’Islam nelle scuole ha il fine di far conoscere il mondo musulmano tanto ai fedeli di questa confessione, sottraendoli all’integralismo, che agli altri studenti, vaccinandoli contro l’islamofobia, non vediamo come si possa dire di no alla nostra proposta: anche in questo caso si tratterebbe di abbattere pregiudizi e stereotipi, combattendo in una volta sola l’ignoranza antifascista e le pagliacciate pseudofasciste dell’estrema destra. Se ‘confronto’ e ‘cultura’ non sono parole ipocrite e slogan strumentali – conclude Iannone – crediamo che nessuno avrà da ridire circa la nostra proposta”.

Per quanto ci risulta, queste parole non sono state messe in risalto da nessuna testata giornalistica ma forse il signor Iannone non ha ben chiara una cosa: la “Scuola di mistica fascista” (fondata nel 1930 a Milano e attiva fino al 1943 e finalizzata alla formazione dei futuri dirigenti fascisti) proponeva valori che oggi, grazie alla nostra Costituzione e alla “legge Scelba” del 20 giugno 1952, sono ritenuti illegali; può essere infatti incriminato « chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche ».
Il fascismo quindi, per chi non lo sapesse, non può e non deve essere considerato una minoranza da legittimare, e l’Anpi, proprio per questo motivo si batte ogni giorno.

Beatrice Foroni

Ancora manifesti fascisti nelle vie al centro di Roma

2 commenti



“Mussolini uomo di popolo, nell’anniversario della marcia su Roma.
I camerati”

Abbiamo in mattinata segnalato, denunciato e fotografato, come Sezione territoriale A.N.P.I. Esquilino-Monti-Celio, i numerosi manifesti di stampo fascista che sono stati affissi in Via Nazionale (rione Monti) e dintorni inneggianti Mussolini, per celebrare il nefasto anniversario del 28 ottobre, marcia su Roma.
Il portavoce del sindaco Simone Turbolente, in una nota di agenzia nel pomeriggio, nel confermare la “quasi” ultimata rimozione dei manifesti stessi, ha consigliato “di evitare speculazioni di basso profilo che non contribuiscono certo a rasserenare il clima e rischiano di produrre solo pubblicità per queste minuscole frange di estremisti".
Peccato che queste “minuscole frange” hanno infestato il centro di Roma di torbidi fasci littori, affissi sui muri nel corso della mattinata, tra passanti e turisti attoniti, senza che alcuno prendesse provvedimenti, nonostante sia noto (ma forse non a tutti) che l’apologia del fascismo in Italia è reato.
Continueremo la nostra azione di costante vigilanza.

La Sezione A.N.P.I “don Pappagallo”
Esquilino-Monti-Celio di Roma

venerdì 23 ottobre 2009

All'Esquilino, a cancellare le scritte nazifasciste

0 commenti

In piazza all'Esquilino, contro le scritte nazifasciste

0 commenti






Ci ha lasciato Giuliano Vassalli, un grande partigiano

1 commenti

Tutti noi della Sezione don Pappagallo ricordiamo con emozione e affetto Giuliano Vassalli, professore universitario, democratico e antifascista. Arrestato dal regime fascista per le sue idee socialiste e torturato da nazisti nel carcere di via Tasso, non ha mai abbandonato la passione politica. Una delle sue ultime battaglie è stata quella contro il disegno di legge 1360 che mirava ad assegnare lo status di combattente a chi aderì alla Repubblica di Salò.

Nato a Perugia, compì gli studi universitari negli anni del fascismo, laureandosi all'università La Sapienza di Roma nel 1936. Nel 1943 entra nella Resistenza romana e nella giunta militare del Comitato di Liberazione Nazionale. Nel 1944 aiuta Sandro Pertini e Giuseppe Saragat ad evadere dal carcere di Regina Coeli. Cade nella rete dei nazisti nell'aprile del '44. Resiste alle pesanti torture da parte delle SS, fino a quando vene liberato alla vigilia dell'arrivo a Roma delle forze armate angloamericane il 4 giugno 1944 .

Avvocato e docente universitario, ordinario di diritto e procedura penale, ha insegnato nelle università di Urbino, Pavia, Padova, Genova, Napoli e infine Roma, dove ha concluso la la sua carriera accademica nel 1990. Autore di diversi testi di diritto, ha contribuito alla revisione del codice penale e di quello di procedura penale

Durante la sua attività politica è stato consigliere comunale e capogruppo del partito socialista italiano a Roma negli anni Sessanta. Deputato, senatore e capogruppo parlamentare negli anni Settanta e Ottanta. E' stato ministro di Grazia e Giustizia nel governo Goria, nel governo De Mita, nel governo Andreotti. E' stato anche candidato del Psi alla presidenza della Repubblica nel 1992, quando però venne eletto Oscar Luigi Scalfaro.Nel 1991, l'allora capo dello Stato Cossiga lo ha nominato giudice costituzionale. Carica che lascia nel 2000.

mercoledì 21 ottobre 2009

Viaggio nei luoghi della Memoria nei nostri rioni - Villa Wolkonskj

2 commenti

Villa Wolkonskj fu sede dell’Ambasciata tedesca a Roma dal 1922 sino alla liberazione di Roma il 4 giugno 1944 ma la storia dell’edificio risale al 1830 quando Alexander Beloselsky-Belosersky già ambasciatore in Sassonia e successivamente presso la corte sabauda a Torino ne entrò in possesso regalandola poi a sua figlia principessa Zenaide, allorché nel 1811 sposò il principe Nikita Wolkonsky, aiutante di campo dello Zar Alessandro I di Russia e nove anni dopo giunse a Roma per la prima volta, immergendosi nella vita culturale della città. Rimastavi tre anni, tornò a Mosca, che lasciò nel 1829, morto lo zar Alessandro I, per stabilirsi di nuovo a Roma dove si dedicò alla proprietà regalatagli dal padre. La villa subì nel tempo numerosi modifiche ed alla morte di Zenaide fu venduta alla famiglia Campanari che in circa dieci anni aggiunsero due ali ed un ulteriore piano raddoppiando la metratura dell'edificio; vennero installati sistemi di ventilazione artificiale, fu costruita una piscina chiusa nella parte inferiore del giardino, ingrandito il villino secondario e costruita un'altra residenza presso l'ingresso della proprietà per il personale. Grandi lavori resero di nuovo il giardino sontuoso come un tempo tanto da renderlo "un'oasi di pavoni, rose e di uccellini". Nel 1922 la villa fu venduta al Governo tedesco che aveva ripreso i rapporti diplomatici con l’Italia dopo la pace di Varsailles. L’edificio, sito nel rione Esquilino, ha la forma di un trapezio irregolare ed è compreso tra Via Statilia, Via Ludovico di Savoia (dove si trova l’ingresso) e via Piatti. Attualmente sede dell’Ambasciatore inglese, dopo la liberazione di Roma ritornò allo Stato Italiano che la retrocesse come compensazione dei danni di guerra al Governo di Sua Maestà britannica nel 1947.

Con il progressivo allineamento da parte di Mussolini alla politica estera tedesca culminato con la firma del Patto d’Acciao, Villa Wolkonskj divenne il centro focale della presenza nazista in Italia, al punto che nel periodo successivo alla dichiarazione di guerra dell’Italia (10 giugno 1940) non c’era più spazio all’interno per ospitare oltre alle rappresentanze diplomatiche istituzionali, le varie organizzazioni del Terzo Reich incaricate di sorvegliare e condizionare attivamente tutti gli organi dello Stato italiano, dal Re a Mussolini, gli ambienti industriali e finanziari, la stampa e persino lo stesso Partito Nazionale Fascista. Operavano qui la Gestapo (sotto coperture di addetti culturali), l’Abwher (il servizio segreto militare che spiava in particolare la Regia Marina), la SIPO (Sicherheitsdienst Polizia di Sicurezza) comandata dal tenente colonnello Herbert Kappler, responsabile del massacro delle Fosse Ardeatine. Kappler presente a Roma da molti anni aveva il suo ufficio nella villa prima di trasferirsi nella vicina sede della SIPO di via Tasso 145, carcere nazista e luogo simbolo della resistenza romana oggi Museo della Liberazione. Tuttavia l’episodio più noto che riguarda Villa Wolkonskj è l’ignobile cattura della Principessa Mafalda di Savoia (Roma, 19 novembre 1902Buchenwald, 28 agosto 1944) figlia secondogenita del re d'Italia Vittorio Emanuele III (1873 - 1947) e della regina Elena del Montenegro (1873 - 1952) e sorella di Umberto II (1904 - 1983). Mafalda che aveva sposato un nobile tedesco, Filippo D’Assia, stava al momento dell’armistizio rientrando nella capitale dalla Romania. Ne venne informata alla stazione ferroviaria di Sinaia, in piena notte, dalla regina Elena di Romania, che aveva fatto fermare appositamente il treno e aveva tentato di farla desistere dal rientro in Italia. Consiglio che Mafalda decise di non seguire essendo cittadina tedesca sposata ad un ufficiale tedesco e credendo a torto di essere rispettata per questo. Aveva sottovalutato l’ira di Hitler che non avendo potuto catturare il Re cercava una rivalsa verso qualsiasi membro della famiglia Savoia. La sfortunata e mite principessa giunta a Roma fu attirata in un tranello a Villa Wolkonskj col pretesto di ricevere una telefonata da suo marito. Catturata fu trasferita nel lager di Buchenwald sotto falso nome (Frau von Weber). Atroce fu la sua fine, già debilitata dalle condizioni della prigionia, fu ferita ad un braccio durante un bombardamento alleato. Lasciata volutamente senza cure in preda alla cancrena fu operata con grande ritardo e poi abbandonata nell’infermeria della casa di tolleranza del lager, morì dissanguata, senza aver ripreso conoscenza, nella notte del 28 agosto 1944.

All’indomani dell’8 settembre tutti i tedeschi residenti a Villa Wolkonskj l’abbandonarono temendo l’assalto italiano che non ci fu. Subito dopo gli scontri del 9 e 10 settembre con l’arrivo dei paracadutisti tedeschi da Pratica di Mare l’Ambasciata fu rioccupata in una situazione di caos vividamente descritta da Fulvia Ripa di Meana nel suo libro “Roma clandestina”. Durante i nove mesi dell’occupazione nazista di Roma quelle mura furono testimoni di tutta la politica, le trame e le operazioni naziste più infami contro la popolazione della capitale, dalla confisca dell’oro e successiva deportazione degli ebrei romani, alla deportazione dei carabinieri ed alla strage delle Fosse Ardeatine. Oggi passando di fronte al cancello di Villa Wolkonskj in via Ludovico di Savoia, si rimane sconcertati osservando dei militari italiani che vi fanno la guardia perché troppo forte è il disagio dell’immagine dei paracadutisti tedeschi (qui riprodotta) che ti torna alla mente. Respingendo con forza ogni improponibile somiglianza o paragone col passato, rimane il fatto che per il cittadino attento alla memoria storica, questa malaugurata casualità avrebbe potuto essere evitata con un po’ di sensibilità e di memoria storica di chi sovrintende alla sicurezza, ci sentiremmo meglio se al posto dei militari ci fossero di guardia dei poliziotti o carabinieri.

Luciano Alberghini Maltoni

martedì 20 ottobre 2009

La rabbia e l’orgoglio di un Partigiano

0 commenti


Lettera di un Partigiano al giornale "IL FATTO QUOTIDIANO" Martedì 13 Ottobre 2009, pagina 19
"Credo di interpretare i sentimenti degli ultimi superstiti dell’antifascismo nel ventennio, sofferto col carcere e il confino, e dei combattenti nella Guerra di Liberazione, esprimendo il profondo sconforto per il deterioramento della democrazia e della convivenza civile. Mai avremmo potuto immaginare un Parlamento che si comporta, nella sua maggioranza, come il dipendente di un padrone il quale pretende (e ottiene) da loro la difesa dei suoi interessi privati. Interessi sconfinati, anche secondo la magistratura, nel malaffare. Mai avrei potuto immaginare che uomini della P2 ti insegnassero dal teleschermo come ci si comporta nella vita; mai avrei pensato che campioni dell’immoralità privata e – secondo la Chiesa - pubblici peccatori (non richiedenti il perdono, ma perseveranti nel peccato) si proclamassero difensori e promotori della morale comune, religiosa e politica e della missione salvifica della religione cristiana. Mi tormenta il pensiero che tanti, donne e uomini, ma anche i giovanissimi, abbiano dato la vita sognando un’Italia diversa. Avrebbero mai potuto immaginare le volgarità di un ministro della Repubblica che, giurando il falso sulla Carta Costituzionale, non ammette di provare vergogna per aver paragonato il Tricolore alla carta igienica? Sono attonito e deluso davanti a questi partiti democratici rissosi e disuniti, dimentichi che fu la loro unione a dare consistenza e forza alla Resistenza.Perdonate lo sfogo di un vecchio giornalista ex Partigiano."

Massimo Rendina
A.N.P.I. Roma

giovedì 15 ottobre 2009

16 ottobre 1943 – In ricordo del rastrellamento e della deportazione degli ebrei di Roma

0 commenti

Un nostro pensiero da una ricerca, effettuata nell’ambito dell’impegno alla Memoria della Sezione A.N.P.I. don Pietro Pappagallo di Roma. Per non dimenticare.

Da Il Messaggero del 13 ottobre 1943, “A chi ha obbedito Badoglio?”

“..potevano ebraismo e massoneria perdonare all’Italia di aver ad un certo momento della sua storia tentato di liberarsi dal loro asservimento e dalla loro schiavitù?”

Da il Messaggero del 16 ottobre 1943, “Il nemico numero uno”

“ Oggi come ieri il fascismo considera Israele come uno dei suoi mortali nemici e il pericolo ebraico come uno dei più sinistri fra tutti quelli che incombono sulla nostra nazione in queste ore decisive”

Il direttore de Il Messaggero era Bruno Spampanato,giornalista e deputato, fascista collaboratore dei nazisti, tra i protagonisti della preparazione della bozza di Costituzione della Repubblica Sociale Italiana di Salò, ben sovvenzionato dai tedeschi e creatore di stazioni radio milanesi come Radio Fante in Via Rovani, la radio allineata a formazioni nazifasciste quali le SS italiane, la Legione Autonoma «Muti», la X Mas, della quale in particolare egli sarà Capo Ufficio Stampa.


Marco Foroni

10 ottobre - La Sezione don Pappagallo a cancellare le scritte a Trastevere

0 commenti

Roma: Corsetti, scritte inneggianti a fascismo e nazismo davanti a scuola I Municipio

0 commenti

Roma, venerdi 9 ottobre - (Adnkronos) - "Da un paio di mesi ci troviamo a sensibilizzare l'amministrazione comunale e l'ufficio decoro urbano per chiedere pulizia su muri in vari rioni del Municipio. Le risposte si fanno sempre attendere e spesso non arrivano. Ieri mi hanno chiamato dalla scuola in via della Scala, a Trastevere, segnalandomi la presenza di scritte inneggianti al fascismo e al nazismo di fronte all'istituto". Lo dichiara all'ADNKRONOS il presidente del Municipio Roma Centro Storico, Orlando Corsetti.
"Ho fatto un sopralluogo - prosegue Corsetti - ed effettivamente c'erano: svastiche enormi e due scritte, una contro la comunita' ebraica e una inneggiante al duce. Poiche' sono davanti a una scuola, abbiamo deciso di rimuoverle subito, e lo faremo soli per dare un segnale. Domani a mezzogiorno io, alcune mamme di alunni dell'istituto e rappresentanti di una sezione dell'Anpi dell'Esquilino le cancelleremo. Poi, una volta a settimana puliremo da scritte altre zone, fra le quali il rione Monti, Esquilino, Celio, ma il problema e' generalizzato".
"Un cittadino trasteverino - aggiunge Corsetti - ha attaccato su quelle scritte un volantino, sul quale era scritto 'Se hai il coraggio, firmati pure'; questo evidenzia che tra i cittadini trasteverini c'e' sensibilita', le istituzioni ora devono dare il buon esempio".

http://it.notizie.yahoo.com/7/20091009/tit-roma-corsetti-scritte-inneggianti-a-afde0ec.html?printer=1

giovedì 8 ottobre 2009

Sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano

1 commenti

La Sezione A.N.P.I. don Pappagallo di Roma denuncia con preoccupazione i reiterati attacchi effettuati dal Presidente del Consiglio
nei confronti del Presidente della Repubblica e della Consulta, massimi
organi costituzionali a presidio degli equilibri della nostra democrazia

lunedì 5 ottobre 2009

7 ottobre 1943. In ricordo della deportazione dei Carabinieri di Roma

0 commenti

Il 7 ottobre 1943, a seguito di ordine di disarmo firmato da Rodolfo Graziani (Ministro della difesa della repubblichina fascista) l’Obersturmbannfuhrer colonnello Kappler, il boia di via Tasso, procedeva al rastrellamento e alla deportazione verso i campi di prigionia di oltre 2000 Carabinieri di Roma, prologo alla più nota deportazione di oltre 1000 ebrei avvenuta nove giorni dopo.

Un evento dimenticato, ricostruito magistralmente da una recente appassionata e accurata ricerca di Anna Maria Casavola (collaboratrice del Museo della Liberazione di via Tasso) che ha potuto accedere ad archivi privati e militari desecretati e dell’ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati). Sofferenze inaudite e atroci privazioni per gli internati militari nei campi di prigionia in Germania Austria e Polonia, mentre in Italia i Carabinieri sfuggiti alla deportazione davano vita, sotto la guida del generale Filippo Caruso, al Fronte Militare Clandestino per la Resistenza, in affiancamento a quello coordinato dal colonnello Montezemolo, ucciso alle Fosse Ardeatine.

Svuotate le caserme a Roma (le funzioni di polizia passarono di competenza alla P.A.I.- Polizia dell’Africa Italiana), nel corso dei mesi successivi, intensa proseguì l’azione di smantellamento al nord quando, a seguito dei provvedimenti dell’autorità fascista di Salò, l’Arma fu di fatto sciolta e fatta confluire nella costituenda G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana) con gli ordini del 24 novembre e 8 dicembre 1943 (istituzione e organizzazione), a conferma dell’odio alimentato a seguito dell’arresto di Mussolini e della campagna discriminatoria effettuata dai fascisti che strumentalizzarono l’uccisione di Ettore Muti.

Per approfondimenti:

- Anna Maria Casavola, 7 ottobre 1943 - La deportazione dei Carabinieri romani nei lager nazisti, Prefazione di Antonio Parisella, Edizioni Studium, 2009

- Arnaldo Ferrara, I Carabinieri nella Resistenza e nella guerra di Liberazione, Ente Ed. Arma dei Carabinieri, 1978

- Filippo Caruso, L'Arma dei Carabinieri a Roma durante l'occupazione tedesca - 8 settembre 1943-4 giugno 1944, I.P.Z.S., 1949


Marco Foroni

La Sezione ANPI don Pappagallo a Piazza del Popolo. Per la libertà di stampa e di pensiero

0 commenti

domenica 27 settembre 2009

In ricordo di Elvira Sabbatini Paladini. Museo della Liberazione di via Tasso, Roma 27 settembre 2009

0 commenti
La nostra Sezione A.N.P.I. don Pappagallo “Esquilino-Monti-Celio” ha partecipato all’incontro per ricordare, ad un mese dalla sua scomparsa, la professoressa Paladini interprete indimenticabile nel periodo della lotta clandestina alla occupazione nazista di Roma. Già Presidente del Museo, è stato ricordato il suo profondo spirito educativo, le sue lezioni agli studenti in visita in quella che fu la prigione nazista di Roma.
Eravamo tanti nelle sale del Museo, ad ascoltare le toccanti e commosse testimonianze, nel ricordo del suo impegno per l’affermazione dei diritti democratici e il suo grande amore per la libertà.
L’incontro, magistralmente organizzato e condotto dal Presidente del Museo Prof. Parisella, ha visto i preziosi interventi, di Gemma Luzzi, Vera Michelin, Maria Elide Taviani, Eugenio Paladini.
Presente, tra gli altri, il Segretario A.N.P.I Provinciale di Roma Ernesto Nassi.

Allarme neofascista a Roma

0 commenti

sabato 12 settembre 2009

“Bucefalo” il Pugilatore, una storia per non dimenticare

0 commenti

Alcune sere fa abbiamo assistito ad una particolare e splendida rappresentazione teatrale, anzi ad un progetto teatrale come ama definirlo l’autore e interprete, Alessio De Caprio, dell’Associazione Giandeibrughi.

All’aperto, nel cuore del ghetto ebraico di Roma, tutto si svolge su un ring al centro della piazza, di fronte alla lapide che ricorda la deportazione nazista del 16 ottobre 1943. E su questo ring un giovane pugile che si allena da solo; si chiama Lazzaro Anticoli, ha 27 anni, è un ebreo romano, venditore ambulante e aspirante al titolo di campione nazionale di box. La narrazione si svolge lungo il filo della sua vita attraverso i ricordi di infanzia, tra Trastevere e il ghetto, con gli amici, i lavori, l’incontro con la moglie, le paure la miseria ma anche tanta solidarietà in una storia di una Roma lontana, che non esiste più.

Abbiamo intensamente rivissuto, attraverso l’emozionante suo racconto, i momenti tristi e angoscianti delle leggi razziali fasciste, e poi l’attacco partigiano di via Rasella, il tradimento delatore e il suo drammatico arresto. Perché Lazzaro Anticoli viene arrestato dalle SS e, dopo una breve reclusione nel terzo braccio di Regina Coeli, ucciso alle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944 insieme ad altri 334 martiri.

Una storia che non conoscevamo, che ci ha comunicato rabbia, passione, amore e speranza che certi eventi non abbiano mai più a ripetersi. Una storia da non dimenticare, per coltivare e mantenere sempre viva la memoria, da far conoscere a tanti, in particolare ai giovani. La storia della vita di Bucefalo, il pugilatore.


Beatrice Foroni
Blogmaster Sezione A.N.P.I. don Pietro Pappagallo



“Bucefalo” il Pugilatore di Alessio De Caprio - Lunedì 7 settembre, Roma, Largo 16 ottobre 1943


Foto gentilmente concessa da Carla Di Veroli

giovedì 3 settembre 2009

Ci ha lasciato Elvira Paladini

0 commenti

La Sezione A.N.P.I. "don Pietro Pappagallo" ricorda la splendida figura di Elvira Sabbatini Paladini, staffetta partigiana e già direttrice del Museo della Liberazione di via Tasso. Moglie di Arrigo Paladini, partigiano torturato nello stesso carcere della Gestapo a Roma (la cui sede è nel rione Esquilino) durante l’occupazione nazista, è stata testimone al processo contro Erich Priebke, il capitano delle SS condannato all 'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine durante l’occupazione nazista, è stata testimone al processo contro Erich Priebke, il capitano selle SS condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine.

martedì 25 agosto 2009

Scritte nazifasciste nei rioni Esquilino, Monti e Celio di Roma

0 commenti


LETTERA APERTA
Al Sindaco di Roma
Al Prefetto di Roma
Alla Polizia Municipale di Roma
Al Presidente del I Municipio di Roma
A "Il Corriere della Sera"
A "La Repubblica"
A "Il Messaggero"
A "Liberazione"
A "Il Manifesto"
A "L'unità"


Nelle scorse settimane ha destato molto clamore mediatico la vergognosa scritta di matrice fascista nei confronti della Resistenza romana (“Via Rasella: partigiano terrorista”) apparsa il 26 luglio sulle pareti della sede dell’A.N.P.I. Nazionale.

Tutta la cittadinanza democratica e antifascista ha molto apprezzato la pronta presa di posizione dei rappresentati delle Istituzioni locali; tuttavia per una scritta eliminata ne rimangono decine di matrice nazifascista a deturpare i muri, ad offendere la coscienza democratica dei cittadini ed oltraggiare la memoria dei martiri romani della Resistenza.

Evidenziamo che nei Rioni Esquilino, Monti e Celio, zone a rilevante presenza di siti storici quali, per citarne alcuni, il carcere nazista di Via Tasso (ora sede del Museo della Liberazione), Villa Volkonsky (ex Ambasciata tedesca), la casa dove abitò don Pietro Pappagallo (in Via Urbana) le oltraggiose scritte nazifasciste con il lugubre corollario di svastiche sono numerose.

Ci chiediamo come sia tollerabile il permanere di queste scritte e perché l’amministrazione Comunale non sia ancora intervenuta a rimuoverle. Se si conducono, come si sta facendo, giuste battaglie per il decoro urbano contro le deturpazioni dei vandali comuni riteniamo sia altrettanto doveroso dare priorità alla cancellazione sistematica delle scritte inneggianti al nazifascismo, all’odio antisemita ed al razzismo, nel rispetto delle Leggi Scelba (n. 645/1952) e Mancino (n. 205/1993) vigenti.

Quale Sezione territoriale dell’A.N.P.I. (intitolata a don Pietro Pappagallo, prete partigiano eroe della libertà, ucciso dai nazisti delle Fosse Ardeatine), sentita la riprovazione dei cittadini residenti, non vorremmo giungere ad evidenziare che l’Amministrazione comunale di Roma (prima città europea liberata dal giogo nazifascista), nonostante le esternazioni ufficiali rimanesse sostanzialmente indifferente a queste scritte oltraggiose oltreché deturpanti.

E che in assenza degli interventi di ripulitura dovuti, dovremmo essere costretti, animati dalla coscienza democratica che ci contraddistingue, ad impugnare il pennello ed a provvedere noi stessi, insieme a tanti altri cittadini sdegnati, per restituire il giusto decoro ed il senso del vivere civile alle nostre strade.

giovedì 6 agosto 2009

In evidenza

0 commenti

Lo storico Circolo Giustizia e Libertà di Roma, fondato nel 1948 dai partigiani romani del Partito d'Azione alla presenza, tra gli altri, di Ferruccio Parri e Emilio Lussu. Il contributo degli azionisti romani alla Resistenza fu notevole e va ricordato che alle Fosse Ardeatine perirono più di cinquanta aderenti al Partito di Azione tra cui Pilo Albertelli (foto), insegnante presso il Liceo Classico dell'Esquilino (che oggi porta il suo nome), rione dove opera la nostra Sezione A.N.P.I.

martedì 4 agosto 2009

Un Popolo per la Libertà

1 commenti

Via Rasella: partigiano terrorista

0 commenti

Questa la scritta comparsa domenica 26 luglio sui muri della sede nazionale dell'ANPI a Roma. Lo denuncia in una nota la stessa Associazione Nazionale Partigiani Italiani. «Un gesto vile che rappresenta in pieno la sottocultura di certo neofascismo che vive un momento di aggressiva rifioritura nella capitale, ma non solo -si legge nella nota- I partigiani non furono massacratori recita la recente sentenza della Cassazione su Via Rasella. Sono stati combattenti per la libertà, questa è la storia».

La condanna di Alemanno. «Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, appresa la notizia delle scritte sui muri della sede dell'Associazione nazionale Partigiani in riferimento a via Rasella, ha espresso la sua ferma e totale condanna del gesto e ha disposto l'immediata rimozione delle scritte e la ripulitura della targa dell'Anpi». Lo rende noto il Campidoglio.

Zingaretti: schiaffo alla storia. «Le scritte comparse sui muri della sede nazionale dell'Anpi rappresentano un'offesa a tutti gli italiani. Si tratta di un gesto gravissimo, un vero e proprio schiaffo che colpisce con violenza la nostra storia e la memoria condivisa del paese». È quanto dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. «A nome mio e dell'Amministrazione provinciale - aggiunge Zingaretti - esprimo solidarietà e vicinanza all'Anpi ed ai partigiani. Questo ennesimo attacco contro i valori su cui si fonda la nostra democrazia, ha una matrice ben precisa e noi abbiamo il dovere di essere sentinelle delle libertà conquistata così duramente e ribadire con forza dove è la verità storica e dove, invece, è la menzogna».

Marrazzo: esempio di ignoranza. «Le scritte apparse sui muri della sede nazionale dell'Anpi sono l'ennesimo esempio di becera ignoranza storica che vorrebbe assurgere a rivendicazione politica. Episodi di questo genere non riusciranno a infrangere un processo di condivisione dei valori fondanti della nostra storia e della nostra democrazia già compiuto e radicato. Su chi furono i partigiani e sul senso della loro lotta non esistono dubbi. Esprimo all'Anpi tutta la solidarietà della comunità regionale». Lo dice, in una nota, il presidente della Regione, Piero Marrazzo.

Via Rasella, la Cassazione: definire "massacratori" i partigiani è diffamazione

0 commenti

Commette diffamazione chi definisce «massacratori» i partigiani che, il 23 marzo 1944 condussero l'attacco di via Rasella contro i soldati nazisti occupanti. Lo stabilisce la Corte di Cassazione, accogliendo la richiesta di risarcimento danni morali avanzata nei confronti del quotidiano Il Tempo da Elena Bentivegna, figlia della gappista Carla Capponi e di Rosario Bentivegna, due dei partecipanti all'azione di via Rasella, alla quale seguì la rappresaglia delle Fosse Ardeatine. I partigiani, secondo la Suprema Corte, non furono dei «massacratori di civili», ma compirono una «legittima azione di guerra» contro il nemico occupante.

La Cassazione, con la sentenza 16916 del 21 luglio 2009,
ha contestato la decisione con la quale la Corte d'appello di Roma, nel 2004, aveva respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata da Carla Capponi nei confronti del quotidiano Il Tempo. Il giornale aveva definito «massacratori di civili» i partigiani del commando di via Rasella, ritenendo legittimo l'uso di un simile termine in quanto quell'azione era «un gesto certamente violento, per sua natura finalizzato a cagionare orribile morte a una molteplicità di persone: si trattava di un inutile massacro». Ma i giudici di Piazza Cavour hanno ordinato alla Corte d'appello di rivedere il suo giudizio in quanto si tratta di un'affermazione «lesiva della dignità e dell'onore dei destinatari» mossa dall'intento di «accostare l'atto di guerra compiuto dai partigiani all'eccidio di connazionali inermi» (le oltre 300 vittime della strage delle Fosse Ardeatine).

«Ora non è più consentito a nessuno definire come “massacratori” i partigiani di via Rasella: si può esprimere un giudizio critico su quell'azione di guerra, e sottolineo di guerra, ma non si possono usare certi termini anche perchè non ci fu alcun massacro di civili, ad eccezione di un ragazzino rimasto ucciso con tutta probabilità da una raffica di mitra sparata dai tedeschi». Così l'avvocato Ettore Boschi - che ha difeso la memoria di Carla Capponi - ha commentato la sentenza. «Carla Capponi era una donna di gran cuore - aggiunge Boschi - che ha sofferto moltissimo per questi insulti, lei che non si è mai lamentata di tutte le malattie contratte per gli stenti della clandestinità e la durezza della lotta partigiana. Nel nostro Paese, purtroppo la verità storica ha sempre difficoltà ad essere riconosciuta, mentre i distinguo e l'ingiuria hanno il sopravvento».

«Su via Rasella, finalmente, si ristabilisce la verità: chi punta a fare becero revisionismo - interviene Alessandro Pignatiello del PdCI -, a diffamare e a riscrivere la storia d'Italia e della lotta di Liberazione, non potrà prescindere da quanto sancito dalla Suprema Corte che rende giustizia a chi lottò per la democrazia e la libertà».

martedì 14 luglio 2009

GROTTAFERRATA LIBERA dai fascisti di Casapound!

0 commenti
L'A.N.P.I. di Roma partecipa al corteo che partirà da p.zza A. De Gasperi in Grottaferrata, SABATO 18 LUGLIO alle ore 17. Partecipiamo numerosi!
Di seguito la lettera del Segretario Ernesto Nassi dell' A.N.P.I. di Roma:
Cari compagni,
sabato 18 alle ore 17 siete convocati per il corteo antifascista a Grottaferrata in piazza Alcide De Gasperi ( vedi allegato).
Non vi sfugge l'importanza della manifesazione alla quale parteciperanno tutte le forze democratiche.
E' opportuno pertanto portare i propri striscioni e fazzoletti ANPI.
Vi aspetto tutti
Ernesto Nassi

sabato 4 luglio 2009

Conferenza Nazionale di Organizzazione – Chianciano 26-28 giugno 2009

0 commenti
Conferenza Nazionale di Organizzazione – Chianciano 26-27-28 giugno 2009

A.N.P.I. - COMITATO NAZIONALE

UNA NUOVA STAGIONE PER L’ANPI
Giorgio Napolitano: “Vivo apprezzamento per questa iniziativa che cerca di rendere più attiva la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese”
Con l’annuncio del progetto di “una nuova stagione per l’ANPI”, salutato dal Presidente della Repubblica, si apre il documento preparatorio della Conferenza nazionale di organizzazione che l’ANPI terrà a Chianciano i prossimi 26, 27, 28 giugno per rinnovare profondamente strumenti e strutture organizzative.
L’ANPI non è un partito, né vuole diventarlo. Ma intende fortemente esercitare un ruolo di “coscienza critica” e suscitare “sentimenti di fiducia e speranza in tante parti del popolo”. In un mondo ed in un’Italia in cui tutto è cambiato oggi può realizzarsi l’ambizione di sempre: “fare dell’ANPI la casa di tutti gli antifascisti”.
Per tutto questo i partigiani e gli antifascisti dell’ANPI vogliono ancora una volta misurarsi con la sfida della democrazia “affinché essa, senza la partecipazione dei cittadini, non divenga un guscio vuoto e i partiti politici, non più chiusi nelle istituzioni e nei centri di potere, realizzino pienamente la funzione ad essa attribuita dall’art. 49 della Costituzione”.
Un progetto ambizioso, dunque, che l’ANPI porterà avanti attraverso una coesione tra generazioni diverse: “Ai più giovani si chiede di comprendere che non c’è futuro se non lo si costruisce su di un patrimonio ideale alto e senza ispirare ad esso la vocazione all’innovazione. A questo fine, accanto ai partigiani combattenti e patrioti – della cui presenza e del cui contributo autorevole non possiamo privarci - debbono aver posto, nell’associazione e negli organi dirigenti, insieme ai partigiani, antifascisti delle generazioni successive”.
Grande è il patrimonio morale dell’ANPI: 100.000 sono gli iscritti, 85 le sedi provinciali. Oltre 7.000 copie stampa di ogni numero del mensile Patria indipendente. Con efficacia opera il sito web
http://www.anpi.it/.
L’impresa è difficile ma se gli antifascisti lo vogliono, può avere successo.
Non si parte dal nulla: “costruire una nuova stagione dell’ANPI” è necessario per l’Italia.
UNA GRANDE ALLEANZA PER LA DEMOCRAZIA
“La CGIL è disponibile a sostenere il progetto, dando da subito la propria disponibilità a valutare con l’ANPI, sul piano organizzativo, tutte le possibili e opportune sinergie”
(GUGLIELMO EPIFANI - Segretario Generale CGIL)
“Una rinnovata collaborazione fra ARCI ed ANPI può dare un contributo importante”
(PAOLO BENI - Presidente Nazionale ARCI)
“I democratici sosterranno convintamente la nuova stagione dell’ANPI”
(DARIO FRANCESCHINI - Segretario Nazionale PD)

Contro il ritorno delle leggi razziali in Italia

0 commenti

Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.

Non sempre sono state però conosciute in tempo.

In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.

Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.

E’ stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.

Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.

Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato.

Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.

Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.

È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.

La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.

A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.

Roma, 29 giugno 2009

Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio

venerdì 19 giugno 2009

Comitato Direttivo ANPI Roma – 18 giugno 2009

0 commenti

Si è tenuta ieri, 18 giugno, l’Assemblea di Direttivo nella quale sono state prese decisioni importanti per la partecipazione alla prossima Conferenza di Organizzazione Nazionale (Chianciano 26-27-28 giugno).Abbiamo votato e sono stati eletti a maggioranza quali Delegati che ci rappresenteranno Orietta Coltellacci (per la prima volta giustamente abbiamo voluto una donna), Ernesto Nassi, Mario Bottazzi e si è definito un documento dove vengono delineate le proposte per le nuove forme organizzative e rafforzata la richiesta per la Commissione parlamentare sulle stragi naziste; tenute per anni nascoste nell’armadio della vergogna.

Sono state inoltre ribadite con forza, nel documento finale di sintesi, la netta condanna dell'ANPI:
- all’utilizzo delle ronde;
- la condanna all’uso mercificato del corpo e della dignità delle donne;
- all’impiego dei soldati italiani impegnati all’estero in azioni di guerra come negli ultimi tempi accade purtroppo in Afghanistan; l’ANPI si schiera a favore della pace, nel rispetto del dettato costituzionale.

mercoledì 17 giugno 2009

Il “caso Italia” e l’unità d’azione degli antifascisti

0 commenti


La sezione ANPI di Trastevere “Omero Ciai” invita tutti a discuterne giovedì 25 giugno 2009 - Ore 21
Spazio dibattiti della Festa di Liberazione
Piazza Mastai – Roma

La Sezione ANPI “Omero Ciai” di Trastevere invita le Sezioni ANPI di Roma e i cittadini a discutere i modi e gli strumenti che gli antifascisti si devono dare per resistere alla deriva antidemocratica italiana, al ritorno degli squadrismi, all’abbandono dei principi della legalità repubblicana e costituzionale.Siamo molto preoccupati della deriva della situazione italiana, nella quale il governo di destra dà forza alle spinte reazionarie con l’uso prepotente della potenza economica, della propaganda televisiva e giornalistica, con leggi antidemocratiche e reazionarie (riforme elettorali, “pacchetti sicurezza”, riduzione degli spazi di libertà di espressione). L’Italia viene sempre più indicata in Europa e nel mondo come un paese in cui la democrazia è a rischio.
Siamo molto preoccupati perché l’opposizione è senza voce, perché la sinistra è frammentata, perché i movimenti e le proteste dei cittadini non trovano gli spazi per essere conosciute, per collegarsi tra di loro, per costruire un unico grande movimento democratico e antifascista.In che modo l’A.N.P.I., la più grande organizzazione antifascista d’Italia, ricca degli uomini e degli ideali che hanno guidato la Resistenza e la lotta partigiana, può contribuire a superare queste difficoltà?

LA RESISTENZA CONTESA - Mostra di manifesti politici al Museo della Liberazione di via Tasso

0 commenti

Al Museo storico della Liberazione di Roma, via Tasso 145, è possibile visitare la mostra documentaria La Resistenza contesa. Memoria e rappresentazioni dell’antifascismo nei manifesti politici degli anni Sessanta e Settanta del XX secolo, allestita dal Museo, con il contributo della Provincia di Roma, nei locali dell’appartamento acquistato e assegnato ad esso un anno fa dall’allora Ministro dei beni e attività culturali Francesco Rutelli.

La mostra, che resterà aperta fino al 26 luglio, è realizzata con l’impegno di ricerca ed espositivo del Centro studi movimenti–Parma e propone diverse rappresentazioni dell’antifascismo e della Resistenza propagandate dai partiti democratici tradizionali e dai nuovi movimenti d’opposizione di sinistra degli anni Sessanta e Settanta del XX secolo. Nonostante i forti contrasti tra forze di governo e di opposizione e tra opposizione parlamentare ed extraparlamentare, tutti attinsero ad un comune patrimonio di immagini e di simboli. Parole d’ordine, pratiche di lotta e visioni ideologiche permanevano, tuttavia, differenti e talora antitetiche. Sui manifesti il contrasto fra elementi iconografici comuni e messaggi politici differenti emergeva evidente. Ciò rende particolarmente efficace la rappresentazione e suscita interessanti problematiche.

Tra gli autori dei manifesti Alfredo Chiappori, Guido Crepax, Renato Guttuso, Milo Manara, Nani Tedeschi, Telmo e Ettore Vitale.

Sezioni della mostra
Vecchia e nuova Resistenza - Due, tre, molte Resistenze - L’incubo del passato - Per lo Stato, contro lo Stato - Festa grande d’aprile

domenica 14 giugno 2009

La Repubblica Romana del 1849

1 commenti






L'A.N.P.I. ha aderito alla commemorazione dello scorso 11 giugno di una delle pagine più gloriose del nostro Risorgimento, quello che vide proprio a Roma, dominata ancora da un Papa Re, Pio IX, la rivolta Liberale e popolare che dette luogo al primo esperimento di un’Italia Repubblicana, Laica e Democratica. La Repubblica Romana fu una esperienza fondamentale nella storia della unificazione del nostro Paese; vide l’incontro e il confronto di molte figure di primo piano del Risorgimento e il sostegno di tanti giovani patrioti accorsi da tutta Italia e dall’Europa a difendere soprattutto una Idea di giustizia e libertà, che pagarono con un un pesante contributo di sangue soprafatti dall’esercito francese.In quei pochi mesi del 1849 (da febbraio a giugno) Roma passò dalla condizione di Stato tra i più arretrati d’Europa, a banco di prova di nuove idee democratiche, fondando al sua vita politica e civile su principi quali il suffragio universale maschile, l’abolizione della pena di morte, la libertà di culto e la Laicità dello Stato, che sarebbero diventate realtà in Europa, solo circa un secolo dopo.

sabato 13 giugno 2009

Don Pietro Pappagallo. Martire alle Fosse Ardeatine

0 commenti





Giunto a Roma nel 1925, don Pietro Pappagallo fece parte del Collegio dei Beneficiati della Basilica di Santa Maria Maggiore e padre spirituale delle Suore di Gesù Bambino di via Urbana; fu anche viceparroco della Basilica di San Giovanni in Laterano e segretario del cardinale Ceretti. Durante l'occupazione tedesca di Roma del 1943-44, il sacerdote si impegnò come militante antifascista nel fornire aiuto e sostegno a soldati, partigiani, alleati, ebrei ed altre persone ricercate dal regime, mettendo a disposizione la sua casa in via Urbana.

Il 29 gennaio 1944, il sacerdote fu arrestato dalle SS tedesche, dopo la delazione da parte di una spia, poiché lo scopo era quello di eliminare una figura di spicco del fronte militare clandestino e della Resistenza romana. Condannato a morte, fu giustiziato il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine. Alcuni testimoni hanno riferito che, anche durante il periodo della prigionia nel carcere nazista di via Tasso (dove era chiamato “Corvo nero” dai tedeschi), don Pappagallo condivise il proprio pasto con altri detenuti che non avevano ricevuto cibo.

Giovanni Paolo II, in occasione del giubileo dell'anno 2000, ha incluso don Pietro Pappagallo tra i martiri della Chiesa del XX secolo. In sua memoria, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito, 13 luglio 1998, la medaglia d'oro al merito civile: «Sacerdote della Diocesi di Roma, durante l'occupazione tedesca collaborò intensamente alla lotta clandestina e si prodigò in soccorso di ebrei, soldati sbandati, antifascisti ed alleati in fuga dando loro aiuto per nascondersi e rifocillarsi. Tradito, fu consegnato ai tedeschi, sacrificando la sua vita con la serenità d'animo, segno della sua fede, che sempre lo aveva illuminato.».
Related Posts with Thumbnails

In ricordo di Walter Rossi, Roma 30 settembre